13 Gennaio 1920: il deputato Erminio Sipari celebra la Marsica a 5 anni dal terribile terremoto del 1915

13 Gennaio 1920: il deputato Erminio Sipari celebra la Marsica a 5 anni dal terribile terremoto del 1915
Erminio Sipari

MarsicaErminio Sipari (Alvito 1869 – Roma 1968) è spesso ricordato per essere stato il fautore e primo presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, uno dei pionieri della conservazione della natura in Italia e fra i primi fautori dello sviluppo sostenibile a livello mondiale. Erminio Sipari fu anche un importante uomo politico, eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel collegio elettorale di Pescina nel 1913.

Venne confermato anche nelle legislature successive del Regno d’Italia. Tra le pagine del giornale “Marsica Nuova” (Volume 2, Numero 3, 1° marzo 1920), abbiamo individuato un messaggio che Sipari scrisse ai marsicani in occasione del quinto anniversario del terremoto del 13 Gennaio 1915.

Questo il testo di Erminio Sipari pubblicato nel 1920 dal giornale diretto da Vincent Massari:

Il nostro giorno dei morti
O Marsica, cuore d’Italia! tu sanguini ancora: sanguini per la ferita aperta in te il 13 gennaio del 1915. Ma dite, o Marsicani: furono voragini o solchi, quelli in cui seppellimmo tante nostre ricchezze, tante nostre vite? Furono solchi, dobbiamo credere, ai quali il destino volle affidato il seme dell’età novella. Qualche germoglio non lo avete veduto spuntare già dalla terra piagata?

A tempo il germoglio darà il suo fiore; a tempo il fiore maturerà il suo frutto. La fede è forza. Abbi fede, o Marsica di granito. Più della sventura, a volte, è temibile ai popoli la prosperità; perché senza dolore nulla di grande nasce al mondo. Ma no, direte, non abbiamo ancora finito di piangere tutti i nostri morti. E’ vero: non abbiamo finito, né dobbiamo.

Ricordare quei padri, adusti dal sole e dalla fatica, quelle madri severe, quei figli, quei bambini dolcissimi, è dovere. Il 13 gennaio d’ogni anno sia il Giorno dei morti marsicani. Ma, dopo pianto sulle loro tombe, leviamoci su, a riprendere, non solo, ma a compiere l’opera da essi incominciata. Non sia mai detto che il loro lavoro e il loro dolore sono stati invano. Dobbiamo essere più forti della sventura. La valle è buia? ma un raggio di sole incorona già le vette del nostro Velino. Coraggio, e avanti!
ERMINIO SIPARI, Deputato al Parlamento“.

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