Era il 9 marzo del 2020, quindi esattamente due anni fa. Per tutti gli italiani, per tutti noi, iniziava il primo lungo lockdown. Sarebbe terminato il 18 maggio. Un momento che, a prescindere, resterà nella storia. L’allora Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aveva firmato il decreto che mandò l’Italia nel suo primo, lungo lockdown causato dall’impatto, dagli effetti al tempo imprevedibili e ignoti, del Covid-19.
Fu un periodo che la stragrande maggioranza della popolazione ha vissuto con apprensione, isolandosi dagli altri, restando in casa. Sono stati chiusi le scuole, gli uffici, molti negozi. Un momento in cui la normalità è stata sospesa, cristallizzata. Sono iniziati i silenzi di città solitamente caotiche, sono iniziati i conteggi dei primi contagiati, delle prime vittime. Un bollettino che ci attendeva quotidianamente. Il Covid-19 era un perfetto sconosciuto, il nostro Paese era impreparato, come lo era tutto il mondo.
Sono trascorsi due anni da allora e il virus continua a imporci la sua presenza. Abbiamo avuto la possibilità di vaccinarci e di curarci, nonostante la diffidenza e le polemiche che si sono venute a generare. L’attenzione, come abbiamo imparato da tempo, deve rimanere alta. La prudenza anche. Il Covid-19, con buona probabilità, continuerà a camminarci accanto per tanto tempo.