Il Direttore Generale del MIMS, Morisco accusa Autostrada dei Parchi di gravi inadempienze, ma Fabris, Vice Presidente dell’azienda concessionaria, respinge le accuse al mittente. A gennaio, Autostrade dei Parchi ha firmato col Ministero delle Infrastrutture una lettera di intenti per restituire la concessione (video integrale)
Roma – Solo qualche giorno fa Terre Marsicane aveva pubblicato un’intervista dell’ex consigliere Provinciale, Alfonsino Scamolla, da anni in prima linea con il Comitato dei Sindaci contro il caro pedaggi. Dal colloquio era emerso che il problema delle autostrade abruzzesi non era solo una questione di pedaggi e di sicurezza delle infrastrutture.
L’audizione informale del dottor Felice Morisco l’altro ieri, 26 aprile, in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici ha plasticamente confermato quanto era emerso nell’intervista. Morisco è il Direttore Generale del Ministero per le Infrastrutture e per la mobilità sostenibile. È quindi il massimo responsabile della rete Stradale e Autostradale italiana, con potere di sorveglianza sulle infrastrutture stradali e di vigilanza sui contratti concessori autostradali. Supervisiona inoltre, il procedimento di definizione del Piano Economico Finanziario per le autostrade A24 e A25
Nel suo intervento introduttivo, il dottor Morisco ha riepilogato i punti salienti del rapporto fra Ministero e Concessionario, in relazione alle autostrade Abruzzesi, sottolineando che con la legge 228 del 2012, dopo i noti eventi sismici del 2009, sia A24 che A25 sono state definite infrastrutture strategiche ai fini di protezione civile.
L’adozione della legge 228, secondo Morisco, avrebbe dato al Governo la possibilità di revisionare la convenzione con Autostrada dei Parchi per consentire gli interventi di messa in sicurezza nel rispetto delle nuove normative adottate dopo il sisma che aveva devastato l’Aquila. A questo punto però, Morisco dice che nella stesura del PEF del 31/12/2013, Autostrada dei Parchi avrebbe presentato una proposta di Piano Economico Finanziario secondo parametri divergenti rispetto a quelli definiti in sede di gara.
Il nuovo piano di investimenti proposto, secondo il racconto di Morisco, sarebbe ammontato a 6,9 miliardi di euro ottenuti in parte attraverso l’intervento dello Stato, in parte con un allungamento della concessione e per il resto, da non meglio precisate misure compensative. Il Ministero però ha bocciato la proposta per via di quelle che Morisco ha definito, criticità di natura tecnica, giuridica e economica.
L’invito rivolto dal Ministero al Concessionario, è stato di riformulare una nuova proposta secondo criteri, a detta di Morisco, più realistici, tenendo conto esclusivamente del tracciato esistente, senza alcuna proposta in variante. Le successive proposte, sottoposte anche alla valutazione della UE e al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici avrebbero suscitato diverse perplessità di natura economico-finanziaria
Un successivo pronunciamento del CIPE, avrebbe di fatto messo il Ministero nelle condizioni di rigettare ancora una volta il piano presentato. Questo accadeva nel gennaio 2018. Un ulteriore piano è stato presentato nel luglio del 2019 ma anche questo non ha visto la luce perché la quota di investimento pubblico, secondo Morisco, sarebbe stata valutata come aiuto di Stato da parte dell’Unione Europea.
A questo punto Morisco ricorda l’iter del ricorso di Autostrada dei Parchi ai giudici, che dopo un tortuoso percorso giudiziario danno ragione al Concessionario. Infatti il Consiglio di Stato, esautora il Ministero e nomina un Commissario ad Acta per la stesura del PEF, ma resta la situazione di stallo.
Secondo quando riferito da Morisco, il Commissario ad Acta, in relazione al Piano Economico Finanziario, avrebbe valutato solo proposte di PEF inerenti la manutenzione e la gestione ordinaria della rete autostradale, che comunque, secondo il piano fornito da Autostrada dei Parchi, prevede un rialzo del 15,8% delle tariffe.
Al termine della sua audizione, il dottor Morisco non ha rinunciato a lanciare una stoccata contro Autostrada dei Parchi, dicendo che in ragione dei molteplici provvedimenti di natura giudiziaria avviati nei confronti della Società, sullo stato di conservazione delle infrastrutture, il Ministero avrebbe già avviato una contestazione per inadempimento.
Autostrada dei Parchi era stata invitata a fornire le proprie controdeduzioni entro il mese di gennaio, termine slittato poi al 15 febbraio. Attualmente queste controdeduzioni sarebbero al vaglio del Ministero che si riserva di sciogliere la convenzione, qualora la documentazione in esame fornisse le ragioni per farlo.
Dopo alcune osservazioni dei parlamentari presenti, interviene l’ingegner Mollo, Amministratore delegato di Autostrade dei Parchi. Mollo afferma che loro per primi, sono preoccupati sul tema dei pedaggi, in quanto in numeri che si fanno, sono insostenibili per gli utenti. Sottolinea che sono già passati 10 anni dal varo della legge che ha istituito lo status di infrastrutture strategiche di Protezione Civile per la A24 e A25, con tutto ciò che ne consegue sulla sicurezza.
Mollo ha sottolineato che appena qualche giorno fa, una scossa di magnitudo 6, sull’altra parte dell’Adriatico, è stata avvertita distintamente in Abruzzo, mentre un’altra di magnitudo 3.1 si è sentita nell’aquilano. Questo per sottolineare l’urgenza di un PEF che oltre a occuparsi di gestione ordinaria, prenda seriamente in considerazione la riqualificazione strutturale dell’intera rete.
Mollo afferma che Autostrada dei Parchi è stata lasciata completamente sola, non solo sulle questioni inerenti il PEF ordinario, ma anche su tutti quegli interventi urgenti, come per esempio, i lavori identificati dall’ex commissario Gentile, sulla frana di Roviano. Non da meno, per urgenza, sarebbe la sostituzione delle reti che delimitano l’area autostradale, troppo basse e non in grado, secondo Mollo, di contrastare l’ingresso di animali selvatici, causa di numerosi incidenti.
A sostegno delle sue affermazioni, racconta che Autostrade dei Parchi, dopo aver presentato ben 18 proposte di Piano Economico Finanziario, sull’ultima, si è sentita rispondere che il piano non piace. Un’affermazione definita dallo stesso Mollo “Apodittica”. Come chiama “un colpo a sorpresa” la richiesta del Commissario di predisporre un piano senza investimenti, che di fatto per Mollo, prefigura l’estromissione del Concessionario dalle opere di adeguamento della rete autostradale.
Una situazione, secondo l’AD, impraticabile, perché vedrebbe la sovrapposizione di un soggetto gestore per la viabilità ordinaria, diverso dal soggetto individuato per gli interventi straordinari. Inoltre una situazione di questo tipo comporterebbe oltre 2,1 miliardi di aggravio dei costi per lo Stato che nel caso di lavori eseguiti da Autostrada dei Parchi, sarebbero, a suo dire, sostenuti dalla stessa società.
Mollo, pur definendo illogica e illegittima la richiesta arrivata dal Commissario, dice di aver comunque predisposto il PEF per l’esercizio ordinario, il tutto sulla base delle indicazioni ricevute dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile. Tuttavia ha premesso che il Piano, pur stando in equilibrio, non è sostenibile perché l’aumento delle tariffe del 15,8% non ha senso.
Sul tema delle manutenzioni, Mollo risponde per le rime a Morisco. L’AD dice che Autostrade dei Parchi dovrebbe spendere 28 milioni l’anno, mentre ne avrebbe spesi 64 nel 2020, 83 nel 2021 e sullo stesso livello sarebbero i costi per il 2022
«E poi qualcuno parla di inadempimento! Di grave inadempimento da parte della concessionaria. Bene. Questo supposto grave inadempimento, segue l’analoga formalizzazione di una notifica di grave inadempimento che noi abbiamo fatto al Ministero concedente il 7 dicembre del 2021 a fronte del fatto che, come sapete, dal 2019, il Ministero stesso, è commissariato perché il Consiglio di Stato ha riconosciuto in via definitiva l’inerzia del Concedente»
Anche il Vice Presidente di Autostrade dei Parchi, Mauro Fabris, non le manda a dire, affermando subito che la confusione regna sovrana dopo aver vissuto l’avvicendarsi di ben 5 governi. «Quanto ha detto prima il dottor Morisco non corrisponde a verità! Mi dispiace doverlo dire Presidente, ovviamente rispondo di quanto dico. Su una serie di situazioni, il dottor Morisco non ha detto effettivamente come stanno le cose. Le uniche cose certe nel rapporto fra concedente e concessionario, sono nell’ordine: Il commissariamento del Ministero.»
Fabris ricorda alla Commissione che il commissariamento del Ministero avvenuto per decisione del Consiglio di Stato avrebbe certificato l’inadempienza della Pubblica Amministrazione. Poi aggiunge
«Non è vero che a livello comunitario sarebbe stato bocciato il PEF. Sul PEF, la Commissione Europea non ha potuto rispondere. Vorrei chiedere al dottor Morisco: ma chi è che ha trasmesso il PEF alla UE? Presidente e Onorevoli, voi sapete perfettamente che il privato, il concessionario, non può interloquire con la Commissione Europea. Loro interloquiscono solo col Governo, ed è stato il Governo Italiano a trasmettere alla commissione quel PEF.»
«Ma siccome il dottor Morisco nel cambio di Governo, tra l’uno e l’altro Governo, ha scritto cose diverse, la Commissione Europea ha chiesto con lettere ufficiali, Presidente, la invito ad acquisirle agli atti. La Commissione Europea ha chiesto per due volte al Governo Italiano di rispondere a due semplici domande. Questo PEF che il Ministro De Micheli ci trasmette è il PEF condiviso dallo Stato Italiano? Seconda domanda: Questo PEF che ci trasmettete a quali criteri risponde? Visto che sul valore della concessione, dopo i lavori, voi avete indicato criteri non comprensibili e diversi da quelli della Commissione Europea.»
Accuse pesanti. Fabris sottolinea che per ben 2 volte, il governo italiano non ha risposto. «Quando Morisco dice che è stato bocciato il PEF, non dice la verità, perché in quel caso la Commissione Europea ha scritto al Governo Italiano dicendo: Siccome voi non ci rispondete, noi chiudiamo la procedura, aperta a suo tempo dal Ministro Del Rio.» Ancora su Morisco, Fabris aggiunge.
«Il dottor Morisco si è dimenticato di dire che tutti i PEF sono stati scritti in base a quanto lui ha dettato. In base a quanto i suoi uffici hanno dettato. Il Concessionario non scrive i PEF per divertirsi, anzi, negli ultimi tempi siamo costretti a scrivere PEF che non ci piacciono. Lo stesso Commissario Fiorentino, ha dovuto darci delle indicazioni nel luglio scorso di un PEF, cosi detto, a zero investimenti, sulla base delle indicazioni del Ministero stesso. E quindi quell’incremento delle tariffe che giustamente i sindaci e 50 parlamentari denunciano, sono il frutto di impostazioni errate date dal MIMS e imposte al Commissario.»
Al termine dell’audizione Fabris dice che il Governo avrebbe fatto capire al Concessionario che vuole ritirargli la concessione. A tal proposito rivela che lo scorso gennaio Autostrade dei Parchi, ha condiviso con il Ministero delle Infrastrutture una lettera di intenti per pattuire la restituzione della concessione, ma a distanza di 4 mesi, sarebbe ancora tutto fermo. «Neanche su questa soluzione il Governo riesce a prendere una posizione.»