Addio allo storico aquilano Raffaele Colapietra

Addio allo storico aquilano Raffaele Colapietra

L’Aquila – Il mondo della cultura e della ricerca storica oggi è in lutto per la scomparsa, all’età di 92 anni, del grande studioso aquilano Raffaele Colapietra. Era nato il 25 Novembre del 1931 nel capoluogo abruzzese e, nel corso della sua vita, ha condotto studi fondamentali per la storia dell’Aquila. Colapietra si è laureato a Roma nel 1952 con una tesi in Letteratura italiana, relatore Natalino Sapegno, sulla prosa di Galilei. Ha insegnato come titolare di materie letterarie nella scuola media inferiore dal 1956 al 1966 a Torre Annnunziata, Portici e Roma.

Libero docente in Storia del Risorgimento nel 1965 ha insegnato Storia dei partiti e movimenti politici nella facoltà di Magistero di Messina e dal 1969 al 1990 prima la medesima materia e subito dopo, ed a lungo, Storia moderna nella facoltà di Magistero di Salerno, tornando nel frattempo a insegnare Storia dei partiti e movimenti politici per supplenze biennali nelle facoltà di Scienze politiche di Catania e Teramo. Nel 1990 si è volontariamente dimesso dall’università e, in quiescenza, si è ritirato a vita privata.

Autore di numerosi saggi di storia sociale e sulle classi dirigenti del Mezzogiorno in età moderna e contemporanea, occupandosi, in particolare, della Napoli vicereale, di Masaniello, della transumanza, nonché dei partiti politici italiani fra XIX e XX secolo. La sua opera principale, tuttavia, consiste in una corposa biografia politica di Benedetto Croce uscita, in due volumi, tra il 1969 e il 1971.

Molti di noi lo ricordano subito dopo il terremoto dell’Aquila, nel 2009, quando scelse di non abbandonare la sua casa pesantemente lesionata dal sisma e di non voler lasciare i suoi gatti, animali ai quali è stato sempre affezionatissimo, né i suoi tanti libri. Apparve, proprio per questo, anche nel documentario “Draquila” di Sabina Guzzanti. Sono tantissimi i messaggi di cordoglio che molte persone che lo hanno conosciuto stanno condividendo online, dai suoi studenti ai politici, dai colleghi alle persone comuni.

Il PD L’Aquila così ricorda il professor Colapietra: “Una perdita incolmabile: lo storico e studioso è stato un simbolo di indipendenza intellettuale e di spessore civile. Colapietra ha attraversato un pezzo di storia dell’Aquila, di cui conosceva vizi e virtù, corsi principali e stretti vicoli, piazze, cortili di palazzi nobiliari e chiostri che ne raccontano secoli di vita. […] Vogliamo ricordarlo con le sue parole, parole di amore per la città dell’Aquila che non aveva mai voluto celebrare in modo vuoto e retorico: “La sorte ha fatto sì che io non avessi, nella mia lunga vita, il conforto di una vicinanza femminile giovanile: non ho avuto una sorellina, non ho avuto una figlioletta da proteggere. Questo è stata L’Aquila per me, una figlioletta da difendere: rispetto all’Aquila, sono sempre stato nella posizione di chi deve aiutarla, e non mi sono mai inebriato delle sue magnifiche sorti e progressive; la città deve essere innanzitutto amata e rispettata, non glorificata in forme dissennate altrimenti si perde il senso delle proporzioni e si sfiora il ridicolo. E che debba essere ridicolizzata mia figlia, mia sorella, santo iddio proprio no. L’aquilanitas è la cosa più vuota che possa esistere, una espressione astratta, senza senso, di cui purtroppo si fa largo uso. Piuttosto, avrei voluto che le cose veramente aquilane venissero valorizzate, che si conoscesse meglio la storia della città“.

Il giornalista e scrittore Goffredo Palmerini racconta Colapietra: “Siamo tutti più poveri, noi Aquilani in particolare, come la cultura italiana in generale, con la scomparsa del Prof. Raffaele Colapietra. Un Uomo libero, un grandissimo storico, uno spirito critico fortemente attento alla vita civile, talvolta salace nei giudizi, ma che aiutava a comprendere L’Aquila del presente e del futuro, sulla scorta dell’incontenibile sua conoscenza della storia della nostra città e dei suoi protagonisti d’ogni epoca. Ci mancherà. Mancherà quella sua travolgente vena oratoria, così minuziosa di dettagli, che affascinava e faceva riflettere. L’Aquila e l’Italia intera perdono uno degli storici più insigni. Grazie, davvero dal profondo del cuore, carissimo Prof. Colapietra! Ti abbiamo voluto bene, in tanti, sei stato un cittadino esemplare, anche se la città non ti ha reso quel che avresti veramente meritato“.

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