Aielli – Ad Aielli Stazione, la memoria del Lago del Fucino rivive attraverso i versi di Raffaele Maccallini, sacerdote e poeta che nel XIX secolo cantò la bellezza del lago e denunciò la sua scomparsa.
In piazza, come spiega il sindaco Enzo Di Natale, ci sono 21 pannelli di corten, per una lunghezza di 33 metri, ospitano i versi incisi di Maccallini, creando un dialogo tra passato e presente. Le parole del poeta diventano una finestra sul paesaggio, permettendo di immaginare il lago che un tempo dominava il nostro territorio.
Raffaele Maccallini, nato ad Aielli nel 1831, fu testimone del prosciugamento del Lago del Fucino, una trasformazione radicale che segnò profondamente il territorio.
Attraverso la sua poesia, Maccallini denunciò l’offesa alla natura, immortalando la bellezza del lago e l’ingiustizia subita.
L’installazione è un omaggio alla voce di Maccallini e un invito a riflettere sul legame indissolubile tra natura e storia. Un’opera che celebra il passato di Aielli e invita a non dimenticare la bellezza perduta del Fucino.
I visitatori sono invitati a immergersi nella poesia di Maccallini, lasciandosi trasportare nel tempo e immaginando il paesaggio lacustre che un tempo caratterizzava la piana.
Foto by Impressione
Realizzazione installazione Luca Marco Aurelio