“Amore e tempo” in una poesia della scrittrice Maria Assunta Oddi

Tra le scoperte più sorprendenti della fisica moderna vi è quella di considerare in modo non uniforme la durata del tempo che scorre a seconda di dove siamo e di come ci muoviamo. Tuttavia da sempre i letterati sono consapevoli che “Il tempo siamo noi” come memoria emotiva del “breve cerchio della vita”. I poeti, in particolar modo, avvicinandosi alla concezione latina della filosofia come “ars vitae”, nell’esaltazione dell’amore attraverso tutte le risorse del “parlato” e “del dettato alto”, celebrano la forza eternatrice ed eterna dei versi.

L’amore, come ricorda l’opera di Leopardi, dona immortalità proprio tramite l’intrico di contraddizioni di cui è fatta, nell’unione di corpo ed anima, la nostra umanità che costituisce l’orizzonte di ascolto della poesia.

E’ IL TEMPO UN VECCHIO PARAFUOCO

E’ il tempo un vecchio parafuoco

Che fa tacere la fiamma danzante

Del camino acceso con braci di memorie;

Che ingialla il giglio candido di fioritura

E l’abito vezzoso di chiare trine della sposa

Poco prima intatti d’immacolato splendore;

Che scolora impietoso le tinte brillanti 

Dei tuoi sogni saccheggiando i desideri

Col passo celere delle nubi sulla luna.

Mutando signorie in sconfitte l’attimo 

Che fugge sul quadrante assedia il battito

Come l’onda la ghiaia sulla spiaggia.

Siamo fatti di terra ed acqua e nell’empia distanza

La nostra vita langue malinconia mortale

Nelle inesorabili assenze di voli serrati.

Tu, oh caro, cerchi tenace al di là del reticolato 

Di ferro battuto l’arancio fulgido della fiamma.

Dimmi, cosa ricordi dei baci poggiati su coppe dorate

Di passione sulle nostre labbra aperte come boccioli 

Di rose rubate alla novella primavera?

Dimmi, rammenti dei giorni spensierati 

I voli superbi come sguardi di ragazzi

Contro il bagliore del sole:

vivrà nelle parole lucenti per sempre il nostro giovane amore.

Non senti crescere in versi eterni la notte e il giorno

Il mare e il monte, il vizio e la virtù sull’ago della meridiana?

Ecco, l’amore nostro, ancora, ancora,

Al di là del parafuoco ha la freschezza dell’acqua sorseggiata 

Sulla conca delle mani fresche come ciotola di pietra.

E tu, che pur sei di me la miglior parte, temendo 

il tempo che inganna ogni pensiero soave dubbioso so che dirai:

“Non temi le ore!”

Allora sussurrerò al tuo cuore:

“Le ore! Non importa restiamo ad attenderle. 

Abbracciati come rami d’abete presi tra due fuochi 

Nessuna notte sarà senza fine”

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