Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di aumento dei cinghiali. Un argomento, dunque, di grande attualità e che non smette di destare preoccupazione, soprattutto quando in ballo vi è la sicurezza di cittadini, automobilisti e animali domestici nonché la fertilità dei terreni. Alla luce degli ultimi fatti di cronaca, in particolare della tragedia sfiorata sulla A24 lo scorso 16 marzo quando un 25enne ha impattato contro quattro cinghiali, la questione dei cinghiali è tornata di nuovo alla ribalta dell’opinione pubblica.
Quali sono le cause di una presenza così elevata di cinghiali sui nostri territori?
In primo luogo bisogna tenere conto del fatto che la popolazione di cinghiali, sia a livello nazionale che europeo, è in costante aumento da almeno 40 anni. In passato, se consideriamo soprattutto la prima parte del secolo scorso, l’uomo viveva molto di più in campagna ed in montagna e, di conseguenza, il numero di cinghiali non era così elevato. Si stima che a livello nazionale intorno agli anni 50 ci fossero circa 500.000 cinghiali. Oggi, questa quota è più che raddoppiata. Lo spostamento massiccio delle persone dalle aree rurali alle città ha senza dubbio contribuito alla crescita dei cinghiali sui nostri territori. Per giunta, la costante crescita dei cinghiali potrebbe essere legata a doppio filo anche al calo del numero di cacciatori attivi nel nostro Paese nonché all’assenza di predatori come il lupo che solo ora iniziano ad essere presenti in modo vistoso in alcune aree. Non bisogna, poi, dimenticare la questione climatica. Una delle principali cause di morte dei cinghiali è la fame che essi patiscono in inverno, periodo durante il quale storicamente si trova poco cibo. Inverni più miti, come quelli che abbiamo vissuto negli ultimi anni, hanno consentito ai cinghiali di sopravvivere con maggiore semplicità. Il cinghiale è, inoltre, un animale dalla grande capacità adattiva. Se trova del cibo all’interno di un terreno ne approfitta immediatamente per appropriarsene.
Ci sono altri problemi causati dall’aumento dei cinghiali?
Un numero eccessivo di cinghiali causa ripercussioni anche sotto il profilo ecologico per i nostri boschi e i nostri territori. I cinghiali, infatti, si cibano di ghiande in grandissime quantità. Ciò, sul lungo periodo, potrebbe addirittura arrivare a modificare la composizione delle aree boschive e a causare una competizione con altri animali, anch’essi abituati a nutrirsi di ghiande. Chiaramente, non si possono trascurare i danni economici e sociali legati all’agricoltura. In diverse regioni italiane, i cinghiali hanno causato danni per milioni di euro all’agricoltura. Chiaramente, ciò si ripercuote negativamente non soltanto sugli agricoltori ma impatta anche sulla disponibilità di cibo che arriva sulle nostre tavole e che, potenzialmente, finisce per assumere un costo maggiore, proprio per ragioni di scarsità. Infine, c’è anche il discorso relativo alla sicurezza stradale. Banalmente, un numero maggiore di cinghiali è in grado potenzialmente di causare molti più incidenti a livello nazionale. Gli ultimi fatti di cronaca ne sono una concreta dimostrazione.
Cosa si può fare per tenere sotto controllo la popolazione di cinghiali?
Il lupo è il principale predatore del cinghiale. Dagli anni ‘70 le popolazioni del lupo sono in aumento anche in Italia, soprattutto negli Appennini. Ad oggi, però, questo aumento non ha avuto un impatto concreto sulla diminuzione del numero di cinghiali. Per giunta, bisogna considerare che il lupo non è visto di buon occhio dalla popolazione poiché essi predano, in parte, anche gli animali allevati dagli esseri umani.
C’è, poi, il discorso controverso relativo alla caccia. Del resto, in molti paesi, tra cui il nostro, la principale causa di morte dei cinghiali rimane proprio la caccia. Quando si parla di questo argomento, però, inevitabilmente si finisce per imbattersi in questioni di carattere ideologico che rendono il quadro della situazione ancora più complesso.
Infine, il metodo che ultimamente molte regioni italiane stanno utilizzando, è l’attivazione di protocolli di cattura con gabbie o con telenarcosi, al fine di mantenere il numero dei cinghiali quanto meno sotto controllo soprattutto nelle aree urbanizzate. In particolare, la telenarcosi, sembra essere una delle metodologie meglio performanti, in quanto permette di riposizionare ove possibile l’animale catturato in altre zone da quella di orgine mettendo quindi tutti d’accordo, anche le fronde animaliste più sensibili sull’argomento.
In ogni caso, resta fondamentale considerare le caratteristiche specifiche di ogni territorio prima di poter mettere in atto piani d’azione concreti, evitando il più possibile posizioni assolutistiche ed eccessivamente ideologiche. Resta inteso, infine, che la gestione dei cinghiali è argomento complesso e certamente non di facile risoluzione.