Cocullo – Un evento unico nel suo genere, sopravvissuto a tre secoli di storia, quello del ‘rito dei serpari’ legato alla festa di San Domenico Abate, che si tiene il 1° Maggio a Cocullo, piccolo borgo nel cuore dell’Abruzzo, a 1.329 metri sul livello del mare.
Una singolare tradizione di origine pagana che si fonde con la devozione cristiana e che perdura da oltre 350 anni, e che si ritrova anche negli scritti di Gabriele D’Annunzio e nei dipinti di Francesco Paolo Michetti. La particolarità dell’evento è rappresentata dalle centinaia di serpenti protagonisti della processione dedicata al Santo, accompagnati dai famosi serpari. Il culto religioso di Sant’Antonio Abate, protettore dai morsi degli animali e dalle malattie, si ricollega con tutta probabilità al rito pagano dedicato ad Angizia, dea venerata dai marsi, protettrice dei serpenti e conoscitrice delle erbe curative contro il loro veleno.
