Confcommercio e Federmobili scrivono a Marsillo “Ancora chiusi i negozi di arredamento, consentite le consegne degli articoli già acquistati”

Abruzzo – Il Presidente Confcommercio Abruzzo Roberto Donatelli e il Presidente Federmobili Confcommercio della Provincia dell’Aquila Giuseppe De Simone scrivono una nota urgente al Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio chiedendo di velocizzare la riapertura della filiera del legno-arredo e dei punti vendita.

Nella nota scrivono che “Il DPCM del 27 Aprile, nel prevedere la riapertura delle imprese della filiera, lascia purtroppo ancora chiusi fino al 18 maggio 2020 i punti vendita di mobili che, per caratteristiche intrinseche (dimensioni dei locali espositivi, minore affluenza di persone, possibilità di lavorare solo su appuntamento) possono garantire adeguate condizioni per lavorare in sicurezza e sono peraltro stati classificati dall’INAIL a basso rischio.
A ciò si collega la necessità di poter ripristinare rapidamente la facoltà di effettuare le consegne di merce ai privati, circostanza che resta consentita in altri settori e ancora inspiegabilmente negata a quello in parola. Tale situazione aggrava la liquidità delle imprese della distribuzione che si trovano a fronteggiare una situazione di magazzini pieni (con conseguente tensione finanziaria) e impossibilità di dare risposte ai privati che reclamano la consegna della propria merce perché essi stessi in situazione di necessità.
In tale ambito chiediamo che venga anticipata perlomeno la possibilità di consegna degli articoli già acquistati dai privati ante lockdown, nel rispetto come sempre di adeguati protocolli di sicurezza, e per i punti vendita di poter lavorare a porte chiuse e solo su appuntamento.

Affermano inoltre che “La configurazione dei canali distributivi nella nostra Regione, vede la stragrande maggioranza delle imprese servirsi di punti vendita, i quali pertanto costituiscono dei veri e propri elementi relazionali tra chi produce e il pubblico: il danno conseguente al mantenimento della loro chiusura impatta pertanto inevitabilmente sulle stesse imprese produttrici.

Infine fanno presente “che alcune Federazioni ed Associazioni di categoria a livello nazionale hanno in queste settimane varato dei protocolli specifici che garantiscono lo svolgimento delle suddette attività in condizioni di assoluta sicurezza. Concludono richiedendo con la massima urgenza la possibilità di sbloccare le attività”.

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