Provincia – “Facendo seguito ai primi casi di infezione da Coronavirus rilevati sul territorio Lombardo e Veneto, e che inevitabilmente saremo costretti ad osservare anche nei nostri territori, siamo a chiedere informazioni relative agli interventi che la Regione Abruzzo ha già messo in essere a tutela degli infermieri e del personale sanitario che inevitabilmente potrà essere maggiormente esposto oltre a quelli declinati nel protocollo operativo nella identificazione/gestione dei casi sospetti e accertati di infezione da Coronavirus del 06/02/2020”.
E’ quanto si legge nella missiva che il Nursind, il sindacato delle professione infermieristiche, ha indirizzato al presidente della regione Abruzzo, all’assessore alla sanità e al direttore generale della Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila.
“Considerato che siamo certi che non vi sfuggirà la situazione per cui, per fronteggiare tale emergenza occorra impegnare un numero di personale sanitario maggiore del normale, non si possa far ricorso al lavoro straordinario in quanto lo stesso aumenterebbe in maniera esponenziale gli operatori stessi al rischio di contagio, e preoccupati della già grave situazione riguardante la carenza di personale infermieristico delle aziende sanitarie Abruzzesi, vi esortiamo ad attuare tutti gli interventi previsti dalle linee guida internazionali per prevenire e limitare il diffondersi del virus tra gli operatori sanitari e tra la popolazione tutta.
A tale scopo suggeriamo, per la provincia di L’Aquila, di far ricorso ad assunzioni straordinarie ed avulse dal piano triennale del fabbisogno, attingendo dalle graduatorie anche di altre ASL Abruzzesi oppure ricorrere a lavoro in somministrazione in modo da potenziare il front office dei Pronto Soccorso, magari ricorrendo all’aiuto della Protezione Civile per istituire mini ospedali da campo nell’immediata prospicienza dei Pronto Soccorso dei vari P.O. della Provincia di L’Aquila onde evitare episodi di promiscuità che inevitabilmente si verranno a generare”.