#Cuoriconnessi, la polizia a Tagliacozzo per scuotere le coscienze degli studenti

È fondamentale comunicare con una persona fidata, un genitore o un insegnante, o comunicare mediante il sito istituzionale della Polizia di Stato

Tagliacozzo – #Cuoriconnessi è la nuova campagna di prevenzione e sensibilizzazione sui rischi e pericoli connessi all’uso della rete internet, realizzata dalla Polizia postale e delle comunicazioni, il cui obiettivo è quello di informare adolescenti e famiglie sull’uso consapevole e responsabile della tecnologia, dagli smartphone, ai pc, ai tablet; i messaggi, le immagini e i video caricati in rete, oggi si diffondono in maniera incontrollata e restano presenti nel web per sempre, creando in alcuni casi conseguenze drammatiche. Da gennaio 2015 al mese di settembre di quest’anno, l’utilizzo sbagliato e improprio della rete ha fatto registrare quasi 400 denunce di reati commessi nei confronti di minori da parte di loro coetanei.
La campagna, strutturata a livello nazionale, è stata presentata anche ai ragazzi dell’Istituto Onnicomprensivo ITET di Tagliacozzo, con la proiezione del DocuFilm #Cuoriconnessi . Al termine della stessa è seguito un accesso dibattito durante il quale sono intervenuti il giornalista e ideatore del progetto, Luca Pagliari, e il Sostituto Commissario della Polizia di Stato, Marco Valerio Cervellini.

La campagna nasce con l’idea di far comprendere quanto pesino e quanto siano importanti le parole e come possano influire sulle nostre vite, nel bene e nel male”- ha così dichiarato Pagliari– “I social hanno naturalmente un grande peso in questa nostra società, per cui è necessario essere educati ed essere consapevoli rispetto al fatto che una parola scritta su un social è per sempre”. Gli studenti hanno potuto in questo modo comprendere più a fondo il fenomeno del cyberlbullismo, intervenendo attivamente al dibattito con domande e scambio di curiosità. Cervellini ha ribadito l’importanza di un uso corretto e responsabile della rete, spiegando anche i motivi che si celano dietro i comportamenti dei cyberbulli e delle vittime, che spesso non riescono a raccontare la loro verità per vergogna e anche per paura di rimanere soli e inascoltati. “Chi racconta è un eroe, invece! È fondamentale comunicare con una persona fidata, un genitore o un insegnante, o anche rivolgersi a noi, inoltrandoci domande o segnalazioni, anche mediante il sito istituzionale della Polizia di Stato”, ha concluso Cervellini.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito: nocyberbullismo.it

FOTO MANUEL CONTI

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