Avezzano – “Questa storia parte da lontano. Era il 2020 quando, in seguito alla brutale aggressione subita dall’appuntato Vito La Mendola per mano di uno squilibrato, ricevetti l’incarico dall’allora Presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati, On. Andrea Delmastro Delle Vedove, di consegnare a La Mendola una lettera di encomio da parte delle istituzioni. Un gesto simbolico, ma necessario, per testimoniare la vicinanza delle stesse a chi difende ogni giorno la nostra sicurezza”. Lo scrive il consigliere comunale Nello Simonelli a seguito dell’espulsione del cittadino dominicano che terrorizzava Avezzano.
“Da allora, però, troppo spesso – continua Simonelli – ci siamo ritrovati a leggere le cronache del dominicano: un susseguirsi di atti di violenza gratuita, minacce, danneggiamenti, paura. Una spirale di insicurezza che ha colpito cittadini e commercianti, seminando disagio e tensione.
Oggi, finalmente, la sua espulsione segna un punto fermo. Un sospiro di sollievo per un’intera comunità. Un plauso va alle Forze di Polizia, che – nonostante le troppe volte in cui la giustizia sembra preoccuparsi più dei carnefici che delle vittime – sono riuscite a portare a termine un’operazione importante, a tutela della pubblica serenità.
Qualcuno mi ha chiesto: “E adesso, che ne sarà di lui?”. La mia risposta è semplice: non mi interessa. E non dovrebbe interessare a nessun cittadino. L’unica cosa che conta è che oggi possiamo essere tutti un po’ più tranquilli. Mi auguro che analoghe misure vengano adottate anche verso quei soggetti che, approfittando persino di strutture presenti nel cuore della città, continuano a infastidire e intimidire cittadini perbene.
Per questo, continuerò a monitorare ogni situazione relativa alla sicurezza. E poco ci fa se altri si intesteranno provvedimenti da me spinti in prima persona. Ormai anche a questo sono abituato. Avezzano merita di più. Merita di tornare ad essere quell’oasi di serenità che l’ha sempre contraddistinta: una città dove famiglie e individui possano vivere senza il timore che ormai caratterizza le grandi metropoli”.