AVEZZANO – Chi non ricorda la scena del film Non ci resta che piangere dove i due personaggi interpretati da Troisi e Benigni, stufi di aspettare davanti a un passaggio a livello, prendono una scorciatoia e si ritrovano nel medioevo, dove incontreranno Leonardo Da Vinci che gli inventa di sana pianta un treno?
Chissà se l’Abruzzo ha preso la scorciatoia, secondo il comitato Mo.Ve.Te. sembrerebbe proprio di sì, tanto da evocare proprio il medioevo nei convegni che sta promuovendo in giro per la regione.
Quante volte, negli ultimi quindici vent’anni, è stato affrontato il tema dell’ammodernamento della linea ferroviaria Pescara – Roma? Sicuramente ogni volta che una tornata elettorale ha offerto l’opportunità di parlarne ai candidati del momento. Poi, passata la festa, gabbatu lu santo, e avanti fino al prossimo giro. Questa la premessa degli animatori del comitato che vorrebbero finalmente uscire da questo circolo vizioso strumentale.
Forse l’annosa questione della linea ferroviaria Roma – Pescara, non è mai stata considerata un obiettivo da perseguire a tutti i costi, sottovalutandone di fatto, il notevole potenziale ai fini dello sviluppo della Marsica.
E allora sono i cittadini a scendere in campo per riempire i vuoti. È questo il caso di Mo.Ve.Te Abruzzo, un comitato di cittadini, apolitico e apartitico, costituitosi nell’estate del 2019, il cui acronimo sta per Mobilità Veloce Territoriale ma è anche un’esortazione a darsi una mossa, dallo slang che ne mutua il termine dialettale che vuol dire appunto, muoviti.
Mo.Ve.Te. sta girando il territorio per illustrare il suo progetto di pre-fattibilità sul potenziamento della linea ferroviaria Roma – Pescara – L’Aquila, un progetto che prevede il raddoppio e l’elettrificazione di tutta la rete oltre che una metropolitana di superficie L’Aquila – Sulmona.
La portavoce del comitato Maria De Deo tiene molto a evidenziare lo spirito con cui Mo.Ve.Te intende perseguire l’ambizioso progetto, partendo dal basso, e proponendosi alle Ferrovie dello Stato come interlocutore qualificato, in forza di una squadra molto affiatata e competente. Il prossimo incontro, previsto il 6 febbraio, sarà con l’amministratore delegato di RFI.
Il responsabile del progetto Antonio Mezzoprete è colui che interfaccia gli aspetti giuridici, economici e tecnici del progetto, secondo un’articolata normativa che impone adeguate conoscenze in merito agli iter da rispettare per restare centrati sul tema al fine di perseguire l’obiettivo.
Maurizio Germani, topografo ed esperto di tracciati ferroviari, è il progettista che ha realizzato lo studio sugli interventi da realizzare nei diversi tratti della linea per ottenere velocità massime sui 200 km orari, necessarie per abbattere i tempi di percorrenza dalle attuali tre ore e venti minuti, a un’ora e mezza, un’ora e quaranta, comprendendo nei tempi anche quattro o cinque fermate.
Diversi i convegni organizzati sul territorio, come quello di Avezzano del 1° febbraio, dove erano stati invitati tutti i rappresentanti istituzionali. Fra parlamento, regione, provincia e comuni si sono visti però, soltanto i senatori della maggioranza di governo Primo Di Nicola e Gabriella Di Girolamo, del Movimento 5 Stelle e Luciano D’Alfonso, del Partito Democratico, mentre non hanno fatto mancare il sostegno all’iniziativa i deputati Carmela Grippa e Fabio Berardini del M5S, impossibilitati ad esserci.
Presente anche Michele Fina, segretario regionale del PD, che ha annunciato un incontro sul tema, da tenersi in Abruzzo, col ministro Paola De Micheli. Seduti in prima fila Giorgio Fedele, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e l’economista Antonino Galloni.
Durante il convegno, il comitato Mo.Ve.Te ha reso noto il testo di una lettera d’intenti che intende sottoporre ai comuni, in quanto soggetti qualificati a proporre studi di pre-fattibilità in sede istituzionale. Questa lettera impegnerebbe i comuni firmatari a individuare, con un atto di delibera, un comune capofila per semplificare l’interlocuzione fra enti locali e ministero. Il comune capofila porterà le risultanze dello studio al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti oltre che a Rete Ferrovie Italiane, chiedendo una valutazione ex-ante del progetto.
Qualche perplessità, fra gli organizzatori del convegno di Avezzano, ha suscitato l’assenza dal dibattito, dei sindaci marsicani. Nessuno dei primi cittadini dei 34 comuni della Marsica ha preso la parola al castello Orsini. L’invito del comitato Mo.Ve.Te. a darsi una mossa, non è stato raccolto come speravano.
I referenti del comitato comunque tirano dritto, auspicando un maggior interessamento da parte dei sindaci. Nei prossimi appuntamenti sarà necessario far fronte comune sul progetto che va oltre il potenziamento della ferrovia, investendo l’intermodalità, per esempio, con tutte le implicazioni del caso.
Per il comitato, l’alternativa è restare nel medioevo, ma a quel punto ritengono non sarà un film divertente, e quindi, non resterà che piangere.