La festa del lavoro nasce negli Usa, a Chicago, il primo maggio del 1886 come rivendicazione operaia per conquistare diritti e condizioni migliori di lavoro. Dal 1947 la Festa dei Lavoratori è diventata ufficialmente Festa nazionale italiana. Riflettere oggi sull’importanza economica, sociale ed etica dell’attività umana significa considerare il suo valore non solo materiale ma anche spirituale e culturale di un’intera comunità.
La sua grandezza non dipende solo dall’utilizzo dei mezzi tecnici o dalle logiche del mercato ma dall’intelligenza umana capace di realizzare uno sviluppo sostenibile rispettoso dell’uomo e dell’ambiente nell’ottica della giustizia sociale. Come scrive in una sua poesia il Pontefice Giovanni Paolo II: “Dal lavoro ha dunque inizio una crescita di cuore e di mente (…) ed in mezzo ai martelli matura l’amore. Nidiate di bambini lo porteranno in un domani cantando: un immenso lavoro si è compiuto nel cuore dei nostri padri.” Sia il realismo che l’idealità nell’azione del singolo e della collettività rappresentano la conquista di un bene da condividere in modo equo per giungere ad una forza universale.
A tutti i lettori dedico questa poesia che evoca antichi e spesso dimenticati lavori artigianali.
Ti voglio parlare dei mestiere antichi.
Certamente tu non sai
Dell’acquaiolo che vendeva
Con uno spicchio di limone l’acqua
E sopra il bicchiere per un soldo
Posava una fetta di cocco;
Della venditrice di latte candido
Che con il secchio di latta smaltato
Girava le strade del paese;
Dei carretti piccoli come cassette
Trainati a fatica con le mani
E colmi di lupini messi dentro coni
Di carta paglia e spolverati di sale;
Della stagnino che i piatti cuciva
Tra il ribattino col fil di ferro
E la colla di porcellana.
Certamente tu non sai del ciabattino
Che di primo mattino
Suole, tomai e tacchi accomodava;
Forse tu non hai mai visto cesti di vimini
Sul capo delle donne, ricolmi di fichi
Dolci come il miele;
Non hai mai sentito lo stridio della lama
Sulla ruota di ghisa dell’arrotino.
Per questo ti voglio raccontare
Dei mestieri di ieri
La favola antica, la favola nuova
Dell’uomo che lavora e se stesso ritrova.