Il perduto borgo di Alba Fucens nel disegno e nel racconto dell’artista viaggiatore Edward Lear (1846)

Il perduto borgo di Alba Fucens nel disegno e nel racconto dell'artista viaggiatore Edward Lear (1846)

Alba Fucens – Tra le varie tavole litografiche che Edward Lear ha realizzato nella Marsica, una tra le più suggestive e affascinanti è quella dedicata al borgo di Alba Fucens, un paese che, purtroppo, a causa del devastante terremoto del 1915, andò quasi completamente perso.

Ho dedicato due pomeriggi a visitare Alba, l’antica Alba Fucinensis, che sta su due doline a circa due miglia da Magliano, ma l’andare fin là attraverso una pianura pietrosa è faticoso come percorrere una distanza triplice su una strada ben assestata“, questo scrive l’artista, scrittore e viaggiatore inglese dopo aver visitato Alba Fucens.

Le sue memorie sono raccolte nel libro “Viaggio Attraverso l’Abruzzo pittoresco” del 1846. Nella rappresentazione visiva che Lear ci ha lasciato di Alba Fucens, si può apprezzare l’incantevole paesaggio che vede, sullo sfondo, l’immancabile presenza di Monte Velino, con la cima leggermente innevata. Il borgo è posizionato sul suo colle, si nota la presenza di due campanili: quello in primo piano appartiene alla chiesa di San Nicola, seriamente danneggiata dal terremoto del 13 Gennaio 1915. Ai tempi di Lear era ancora intatta e completa.

Questo luogo famoso, dove Siface, re di Numidia, ed altri regali prigionieri furono detenuti dai Romani, è ora un malinconico paesino, i cui abitanti non sono più di due-trecento. Delle due colline sulle quali essa si stendeva nei giorni di splendore, ora una ha la chiesa solitaria di San Pietro, costruzione di alto interesse per studiosi di antichità e di architettura, già ben descritti da Valery, Cravene ed altri; l’altra collina adiacente comprende tutto quello che oggi è Alba, una povera strada con case in rovina. Al di sotto di queste vi sono vasti resti di mura, formate da grandi massi di pietra, le più antiche e meno mutate testimonianze della passata grandezza“, continua a scrivere Lear.

L’artista dimostra di apprezzare il valore della vista offerta da Alba Fucens, tanto che così si esprime: “Per un pittore di paesaggi la sua posizione maestosa, con il monte Velino nello sfondo, è meritevole di molte visite; per il fatto delle sue connessioni al mondo antico e meno antico è uno dei luoghi di maggiore interesse nelle province abruzzesi“.

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