Ortucchio – Il racconto partecipante al concorso Racconti dall’Abruzzo e dal Molise 2022 “Grida riflesse nel silenzio” è stato selezionato e verrà pubblicato nell’antologia edita da Historica Edizioni. Il protagonista è un bambino autistico.
Di seguito un passo tratto dal racconto:
Stamattina entrare in quell’improvvisata classe e respirarne l’aria m’ha fatto tremare anche l’anima, è stato come disperdersi in un bosco privo di stelle.
Non sembrano bambini quelli che mi son ritrovata dinanzi, pochi sono ad avere la forza di sorridere e la voglia di giocare. La maggior parte di loro alloggia nelle tende, alcuni dormono ancora nelle macchine, i loro sogni vengono continuamente disturbati dal quel mostro maledetto che continua a tormentare questa terra desolata. Basta, infatti, un piccolo rumore ed iniziano a tremare anche loro.
Il tema dei loro disegni non è il cielo, palazzi grigi, diroccati, hanno preso il posto delle case colorate che son soliti disegnare, così come i colori…predomina il nero ed il grigio topo…
…mucchi di pietre hanno divorato per sempre prati pieni di fiori.
Giorgia, ad esempio ha disegnato un lungo treno disponendo sopra i vagoni tante case dicendomi che così il suo paese sarebbe potuto sfuggire via dal “ Terremoto”.
Alessio è l’alunno che più di tutti m’ ha colpito, ha solamente sette anni e quella notte maledetta l’ha privato della mamma. Pensa un po’ che strano scherzo riserva a volte il destino, è proprio il figlio della mia Maria…
…quel bambino che non parla mai, che è sempre in disparte, come m’avevano preannunciato le colleghe, è proprio quel fagottino che Maria, con tanta tenerezza e orgoglio, tanti anni fa , mi appoggiò fra le braccia dicendomi scherzosamente : “ Spero ti possa portare fortuna, guardalo bene, vedrai arriverà anche a te un bel maschietto” …
…ed io, eccome se lo guardavo, non potevo fare altrimenti, aveva rubato gli occhi al cielo…gli stessi occhi di sua madre…peccato che oggi siano privi di luce.
Delle colleghe lo hanno definito un bambino “quieto”, come lo si può definire così …
…la quiete è pace, tranquillità quando si abbassa il volume della vita, quando si preme il tasto per spegnerla del tutto resta solamente il silenzio.
Ancora così piccolo e ignaro della vita da avere già il coraggio di rinnegarla , apponendo, dinanzi ad essa, quel muro indelebile che lo mantiene nascosto al buio , privandolo di qualsiasi contatto con l’esterno.
A volte non ci si accorge della sua presenza neppure a mensa.
Cammina come se non volesse lasciare le impronte, come se non osasse spostare l’aria intorno a sé.
Spesso si siede in un angoletto e, abbracciandosi le ginocchia al petto, si tintinna avanti ed indietro , sembra quasi che abbozzi un piccolo sorriso, forse è in quella solitudine che continua a stringere forte a sé la mamma.
Sarei disposta a fare qualsiasi cosa pur di infrangere quel silenzio che elargisce dal suo banco risucchiando tutto, come un buco nero nell’universo assoluto, e che continua a tormentarmi anche a chilometri di distanza facendomi percepire il suo pianto.
Per lui ,come per tutti gli altri, l’infanzia non esiste più, è stata divorata insieme alle loro case, insieme a tutto il resto, da quel maledetto 6 Aprile.
I bambini sono spugne di mare, assorbono tutto in fretta, è vero, ma difficilmente lasciano detergersi nel proprio vissuto … quasi mai dimenticano.