Nella giornata del 2 agosto, dedicata al perdono degli assisani, la festa della misericordia e della riconciliazione ricorda l’indulgenza plenaria chiesta da San Francesco e concessa da Papa Onorio III nel 1216.
I giovani e le famiglie partecipanti alla marcia provenienti da tutte le regioni italiane e da alcune nazioni estere, dopo due anni di fermo per il contenimento del covid, finalmente, hanno varcato la porta della Porziuncola presso Santa Maria Degli Angeli, per vivere nella Pasqua il perdono fraterno.
Con il transito della “Porta Santa” indicata da Francesco, attraversiamo idealmente le “Porte” di tante chiese in tutto il mondo per riscoprire un DIO “infinitamente buono” così innamorato dell’umanità da superare il male nell’abbraccio tenero di un Padre.
C’è chi porta la marcia in Slovenia, in Croazia, in Israele, in Siria, nel Libano e in Egitto inseguendo l’insegnamento del Poverello di Assisi aperto al dialogo interculturale. Come non pensare alle porte chiuse alla pace per le tante guerre nel mondo. Come non pensare alla nostra Europa travagliata da un potere politico, economico, etnico e sociale incapace di cogliere l’identità unitaria nel progresso solidale e sostenibile. Ancora una volta la profondità spirituale francescana ci esorta a credere che c’è sempre una possibilità per ripartire superando i muri della discordia incontrando “L’altro” con desiderio di accoglierlo come membro dell’unica famiglia: quella umana.
Soprattutto per gli ultimi, i vecchi, le donne, i malati e in particolar modo i bambini cerchiamo di marciare ogni giorno, nella quotidianità, verso la riconciliazione e la concordia.
A tutti dedico questa filastrocca che nell’intento di Rodari ci invita ad imparare dai piccoli sconvolgendo la grammatica con la fantasia.
Quando scrivo “Guerra”.
Quando scrivo “guerra”
Con una “r” sola
Il maestro sottolinea
Con un segnaccio rosso
La parola e grida:
“Ancora, distratto!
E’ un errore”.
Mio padre ha detto
Che anche fare la guerra
È un errore degli uomini
Ed è perché non lo dimentichino mai,
soprattutto per i bimbi come me,
che continuo a scrivere
guerra con una “r” sola.