Iniziati i saggi archeologici al “Leo Attili”. Le foto diventano virali sui social

Tagliacozzo. Sono iniziati questa mattina gli scavi per i saggi archeologici del terreno dello stadio “Leo Attili”, area individuata da questa amministrazione per far sorgere il nuovo polo scolastico.

Sin dal primo momento, la scelta di eliminare lo stadio non era stata accolta con favore da buona parte della popolazione che, nelle settimane scorse, aveva anche costituito il comitato civico “Salviamo il Leo Attili”. Le fotografie dei lavori, dunque, sono immediatamente diventate virali sui social network e hanno scatenato diversi post di protesta. Oltre all’amarezza e al dispiacere per la perdita di uno spazio storico e di aggregazione al centro del paese, alcuni cittadini si chiedono se la costruzione del campus scolastico non si trasformi in un’opera incompiuta, lasciando Tagliacozzo senza il centrale campo sportivo e senza la nuova scuola. Il dubbio sembrerebbe essere condiviso anche dall’ex assessore Manuela Marletta, la quale nell’ultimo consiglio comunale aveva rivelato che «i soldi per la realizzazione del polo scolastico non ci sono e non si sa se e quando arriveranno», e dal consigliere Lorenzo Colizza, che attraverso una nota sul suo profilo Facebook ha fatto sapere che «ad ora non c’è la copertura economica necessaria per la realizzazione del campus», essendoci al momento «finanziamenti solo per un primo lotto».

Anche dalle opposizioni, guidate da Vincenzo Montelisciani e Maurizio Di Marco Testa, si levano – ormai da tempo – inviti a individuare un sito diverso dove far sorgere il polo scolastico e si ribadisce l’appello a salvare il “Leo Attili”.

«Non siamo contrari a priori alla realizzazione di un nuovo campus scolastico», afferma Montelisciani, «ma non condividiamo la scelta di costruirlo nell’area dove sorge il “Leo Attili”; un’area  vastissima per circa quattrocento studenti, in calo di anno in anno; un’area che per la sua conformazione fa aumentare a dismisura il costo dell’opera. Costruendolo in altro luogo si sarebbe risparmiato denaro e non si sarebbe distrutto lo stadio, un’area verde al centro del paese che poteva essere riqualificata o riconvertita. Inoltre», continua, «non siamo contrari neanche alla riqualificazione della struttura in località Sant’Onofrio, per la quale questa amministrazione sta indebitando i cittadini di Tagliacozzo per 630mila euro.Abbiamo proposto alternative più ragionevoli e migliori anche dal punto di vista dell’impatto sociale, che garantivano sicurezza per i bambini che vanno a scuola e riqualificazione delle strutture sportive esistenti a un costo di gran lunga ridotto. Questa amministrazione – conclude il capogruppo di Tagliacozzo Unita– ha voluto tirare dritto senza ascoltare niente e nessuno: se non vengono fermati ora questa scelta avrà delle conseguenze nefaste per il nostro Comune e per la collettività».

Al riguardo è intervenuto anche il comitato “Salviamo il Leo Attili”: «Le immagini del terreno di gioco del Leo Attili dilaniato dalle scavatrici sono per noi un colpo al cuore. Davanti a queste immagini tutti i tagliacozzani possono rendersi conto di quanto sia realistica la minaccia di chi intende cancellare lo stadio. Ora è il momento di agire, insieme, come comunità, per fermare quello che, oltre a essere uno sfregio alla storia di questo paese, è uno scempio senza alcun senso logico, economico e urbanistico. Nei prossimi giorni attiveremo una raccolta firme per far sentire la voce della popolazione, ma non lasceremo nulla di intentato per fermare questa operazione scellerata. Chiunque voglia mettersi a disposizione può scrivere all’indirizzo email [email protected]».

Di diverso avviso è l’amministrazione comunale che, alcuni giorni fa, ha ribadito che i lavori per il primo lotto partiranno ad agosto di questo anno.

Abbiamo provato a contattare telefonicamente il primo cittadino per chiedere una dichiarazione sull’inizio dei saggi archeologici al “Leo Attili”, ma non abbiamo ricevuto risposta.

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