La cava di Scurcola Marsicana trasformata in una discarica a cielo aperto

Scurcola Marsicana – Montagne di rifiuti inerti, bottiglie sparse di vario genere, stoviglie di plastica abbandonate di recente, pneumatici in bella vista, cavi elettrici, cocci di piatti e non solo, scarpe vecchie, sanitari fatti a pezzi e, immancabilmente, qualche lastra di eternit. Insomma, c’è davvero di tutto nella cava di Scurcola, uno spazio aperto sul fianco occidentale di Monte San Nicola che, ormai in disuso da decenni, è divenuto una discarica per qualsiasi genere di rifiuto. I materiali sono ammucchiati dove capita e su molte macerie sono ormai proliferate piante ed erbacce che hanno ammantato di verde detriti che sono lì da tempo. La deturpazione conduce a sovrapporre sporcizia ad altra sporcizia fino a creare minuscole colline di rifiuti di ogni tipo.

La cava è stata sfruttata per molti anni dagli scalpellini e dai costruttori di mezza Marsica. La pietra bianca estratta dalla montagna di Scurcola, che da sempre sovrasta il borgo vecchio, è stata necessaria a costruire strade e gallerie ma anche portali, architravi e pavimenti. La cava è stata attiva almeno fino almeno agli anni ’50 dopodiché è stata abbandonata a se stessa continuando a rappresentare un immenso spazio vuoto, collocato a poche centinaia di metri dal centro abitato, nel quale depositare indiscriminatamente rifiuti e materiali ingombranti.

 

Chiunque passi lungo la strada che collega Scurcola Marsicana a Sorbo di Tagliacozzo può tranquillamente rilevare quanto si sta segnalando e denunciando in questa sede. L’area, purtroppo, non è mai stata chiusa o resa inaccessibile, rappresentando potenzialmente anche un pericolo per l’incolumità di chiunque decida di avvicinarsi. La situazione, come si può notare dalle immagini che pubblichiamo, è estremamente seria e preoccupante. E in una fase storica in cui si fa un gran parlare del rispetto verso l’ambiente, della cura del paesaggio e del territorio, dell’esigenza di trattare correttamente i rifiuti, fa male constatare che esista una situazione di estremo degrado come quello presente nella cava di Scurcola.

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