La festa della Repubblica è la festa della Costituzione

La festa nazionale del 2 giugno, giornata celebrativa istituita per ricordare la nascita della Repubblica italiana, rappresenta la festa della Costituzione e della necessità di istruire le nuove generazioni alla cittadinanza intesa come corresponsabilità nella costruzione del bene comune. Il sistema democratico nato dalla resistenza e dalla volontà popolare del Referendum istituzionale, dove per la prima volta votarono le donne, gettò il seme dal quale il 1 gennaio del 1948 germogliò la Carta Costituzionale considerata una delle più belle del mondo.

Ogni società, per garantire la convivenza e la pace tra le persone e i gruppi, deve fissare delle regole e assicurarne il rispetto da parte di tutti. La Costituzione della Repubblica Italiana raccoglie le leggi che permettono allo Stato di funzionare, garantire la cosa pubblica, tutelare i diritti essenziali dei cittadini, oltre che le libertà fondamentali dell’individuo e i doveri di ognuno verso gli altri e la comunità civile. Poiché la Carta è una “Promessa” che i Padri Costituenti hanno affidato ai giovani affinché si realizzi è necessario educare alla legalità. In più occasioni il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato le autorità scolastiche sulla necessità che sia insegnata e, soprattutto, praticata l’educazione civica, che educa a vivere rispettando se stessi e gli altri, condividendo i valori comuni di onestà, laboriosità, amore per i propri simili e per il proprio Paese nella tutela del paesaggio naturale ed antropico.

Nella” Didattica a Distanza” non è stato possibile vivere una vita sociale fondata sul confronto e la relazione concreta. Del resto nessuna tecnologia può sostituire nella formazione di una coscienza civica la partecipazione attiva nella scuola come luogo nel quale costruire la propria esistenza e contribuire  positivamente a quella degli altri tramite il dialogo educativo con i pari e il mondo adulto.

Come ha osservato Marc Auge ribadendo il valore della concretezza: “Nonostante le illusioni diffuse dalle tecnologie della comunicazione virtuale noi viviamo là dove viviamo”. Con Gherardo Colombo possiamo aggiungere  queste riflessioni: “Non è sufficiente conoscere il contenuto della Costituzione, ma è necessario sapere anche perché coloro che l’hanno scritta hanno voluto farla così com’è. Il modo migliore per insegnare la Costituzione è metterla in pratica: cioè, praticarla con i comportamenti. E’ quel che si fa, non quel che si dice, che viene recepito dai ragazzi: si diventa grandi in un modo o nell’altro a seconda dei comportamenti che si vedono, dagli esempi che si hanno davanti”. Per apprezzare pienamente la ventata di rinnovamento che ha preceduto di pari passo con la Resistenza la fine della dittatura e del conflitto mondiale tutti dobbiamo ricordare con Pietro Calamandrei il sacrificio di coloro che ci hanno preceduto: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani (…). Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la Costituzione”.

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