La rarissima aurora boreale rossa splende anche nei cieli d’Abruzzo, evento di portata storica

Foto scattata a Torrevecchia Teatina

Chi non ha mai sognato di vedere l’aurora boreale? Molti organizzano appositi viaggi in Scandinavia solo per ammirare questo affascinante fenomeno ottico. Nel tardo pomeriggio di ieri però le luci dell’aurora boreale sono stati visibili anche in Italia, ed anche il cielo sopra l’Abruzzo è stato illuminato. Addirittura dalla Puglia sono giunte segnalazioni dell’avvistamento. Sicuramente è stato più facile vedere il fenomeno per chi si trovava in luoghi dove l’inquinamento luminoso non è molto forte, come nei paesi di montagna, ma anche per chi vive in città è stato possibile vedere il fenomeno con un po’ di attenzione. In Italia è molto raro vedere l’aurora boreale, soprattutto nelle regioni del centro e del sud.

Ieri i cieli si sono tinti di rosso. Questo rende il fenomeno ancora più raro in quanto, mediamente, accade una volta ogni 10 anni o più. Anche gli osservatori esperti le vedono raramente. Si formano vicino alla sommità dell’atmosfera terrestre quando le particelle dallo spazio colpiscono gli atomi di ossigeno da 150 km a 500 km di altezza, molto più in alto delle normali aurore verdi. La radiazione rossa proviene da atomi di ossigeno meno eccitati che decadono fino al livello elettronico più basso.

Come già detto in Italia è alquanto insolito osservare il fenomeno. È entrata nella storia la notte tra il 17 e il 18 novembre 1848: il fenomeno fu talmente intenso da essere visibile fino a basse latitudini nel sud Italia. A Napoli invece ci pensò Salvatore Fergola, rappresentante di spicco della pittura napoletana post-restaurazione e tra i principali esponenti della scuola di Posillipo, a immortalare il momento realizzando due diversi esemplari del dipinto che verosimilmente rappresentano due successive fasi dell’aurora boreale a Napoli: il primo dai colori più leggeri e con gli splendenti raggi di luce che sovrastano le campagne a nord ovest dell’osservatorio di Capodimonte; il secondo, dai toni rosso acceso, mostra in primo piano un gruppo di persone raccolte davanti a un’edicola votiva. A Napoli fu osservato dagli astronomi dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte e da Mario Patrelli, direttore dell’Osservatorio di Marina.

L’aurora boreale è un fenomeno così raro tra noi, che merita un ricordo speciale ogni volta che ci visita” scriveva Il Giornale Di Roma tra agosto e settembre del 1859, un altro momento passato alla storia dato che l’Aurora fu vista nella capitale.
Tale è stata quella della notte scorsa, dalle 2 ore antimeridiane alle 4, in cui il cielo è comparso adorno di un’aurora boreale che sarebbe bella anche nei paesi più settentrionali. […] Alle ore 3 si è ravvivata di nuovo la luce, e il cielo é apparso in molti luoghi distinto de’soliti raggi luminosi, che in alto superavano in vivacità di splendore la via Lattea, ed erano molto più lucidi in basso. La più bella comparsa di questi è stata alle 3 e 40, quando diverse colonne luminose verticali si sono formate nelle vicinanze del meridiano magnetico. Queste colonne o raggi erano di luce gialletta, rinnovavansi successivamente in vari siti e spiccavano a meraviglia sul fondo rosso del cielo“.

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