Borgo Universo organizza, nell’ambito degli eventi culturali, tour fra i murales di Aielli nell’intento di offrire ai fruitori, spesso provenienti da tutte le regioni italiane, esperienze artistiche da vivere nel “Museo a cielo aperto” della Marsica.
Con l’aiuto di guide esperte e preparate tutti i weekend è possibile effettuare camminate itineranti nel borgo antico per osservare e comprendere le opere famose di street art immergendosi nei segreti del firmamento. Una rielaborazione fantastica dell’astronomia che riesce ad unire in modo armonico le conoscenze scientifiche e l’osservazione diretta degli astri, effettuata dalla Torre delle stelle, con la creatività divergente dell’arte e della poesia. Idea originalissima del sindaco del paese Di Natale alla ricerca di idee nuove in una prospettiva ampia e coerente capace di creare forme di turismo per rilanciare il mondo imprenditoriale dei giovani in sinergia con agenzie ed aziende del territorio. I vicoli antichi si fanno libri aperti di bellezza che genera impegno civile.
I visitatori come viaggiatori lanciati nello spazio in una piccola astronave comprendono che scienziati e artisti si pongono tramite il loro operare al centro della galassia invitandoci ad esplorare con l’immaginazione luoghi lontani.
Tra i 35 murales presenti, tre sono letterari: Fontamara di Ignazio Silone, la Divina Commedia di Dante Alighieri e la Costituzione italiana. Pur essendo opere distanti temporalmente e nate con finalità solo apparentemente diverse, tutte rappresentano il desiderio di ogni paese e di ogni epoca di superare le differenze nell’uguaglianza e nella libertà in nome della dignità umana. Opere fondamentali quindi per l’avvento di un nuovo umanesimo illuminato dallo spirito di giustizia, di pace e di fraternità. Nella Divina Commedia l’uguaglianza al di là del ceto sociale o nobiliare è ripristinata nel giudizio divino che premia o condanna per le opere compiute.
Nella Costituzione l’uguaglianza stabilita nell’articolo terzo che recita: “tutti i cittadini…sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” più che una realtà è una promessa ancora da concretizzare. Nell’opera maggiore di Silone, Fontamara, l’unica trascritta sul muro a mano con un pennello non solo dagli addetti ai lavori ma da molti cittadini di Aielli, l’uguaglianza non è ottenuta, nonostante le lotte contadine, come mostra l’ultimo rigo dell’opera che termina con la drammatica domanda lasciata ai posteri: ”che fare?”. Certamente per noi marsicani, che abbiamo vissuto la storia travagliata della liberazione delle terre da un principe-padrone, l’antico e oscuro luogo di contadini poveri situato a Fucino, durante i primi anni della dittatura fascista, assurge ad emblema della condizione di oppressione e di ingiustizia sociale che grava sui poveri in ogni parte del mondo. Particolarmente interessante è stato, a mio avviso, l’intervento della guida che nell’illustrare il murales di Fontamara ha raccontato come i palestinesi nell’arricchire con i loro murales il già splendido Borgo Universo, abbiano ravvisato somiglianze tra la condizione dei “cafoni” marsicani con i loro compaesani soprattutto nell’episodio sull’iniqua spartizione dell’acqua necessaria ad irrigare i campi tra potenti e oppressi. Al primo cittadino, ai suoi collaboratori e a tutti i residenti va il merito di aver contribuito, ognuno a suo modo, a dare un respiro nazionale al piccolo borgo di Aielli aprendolo allo scambio sociale e culturale con le varie comunità in nome del riscatto morale.