Luco dei Marsi – Gli Europei di calcio 2020 attraverso le immagini e le voci dei protagonisti presentano un match del torneo che trascina gli animi coinvolgendo milioni di spettatori: “Come una candela ne accende un’altra e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore accende un altro e così si accendono migliaia di cuori” (Leo Tolstoj).
Lo spettacolo non solo reale ma mediale nell’edizione itinerante abbraccerà undici città europee per raccontare ogni angolo della competizione, garantendo la visione dell’evento, dentro e fuori campo.
Soprattutto le partite degli azzurri, che avranno un palinsesto speciale, saranno seguite con particolare attenzione in una sorta di narrazione “realith” garantita da una squadra di grandi talenti dagli autori più apprezzati del mondo giornalistico. Dopo un tempo non vissuto a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, l’evento sportivo, grazie ad una contagiosa empatia emotiva rappresenta un “Ritorno al presente”.
Nella contemplazione collettiva della “consacrazione” della vittoria della propria squadra si cerca di dimenticare la sofferenza causata dalla pandemia in una forma aggregativa che eleva la socialità anche se in una collettività urlante e tifosa. I vari componenti del pubblico, pertanto, dimenticando problemi ed ansie, si eccitano reciprocamente, applaudono, si disperano, esultano. La solidarietà italiana durante la prima fase del lockdown ora assume l’aspetto di un legame collettivo nella condivisione del mito sportivo di tutta una comunità che fa dei cittadini, appiattendo le caratteristiche dello status-sociale, tifosi della “Nazionale” italiana. Da sempre le manifestazioni sportive hanno incitato le folle ad unirsi per fruire delle “Performance” dei propri campioni.
Tuttavia mai come oggi il bisogno di “stare insieme” in modo spensierato ed evasivo ha assunto un valore particolare. Soprattutto i giovani nel desiderio di superare un periodo difficile che ha ostacolato la loro crescita psico-sociale traducono in comportamenti concreti la dedizione e l’entusiasmo per lo sport radunandosi negli stadi o più semplicemente intorno ai maxischermi predisposti nelle piazze delle città.
Le nuove generazioni creano nello stare insieme miti condivisi fuggendo dalla propria realtà immergendosi nella sfera del sogno. Spetta, ora, al giornalismo, alle agenzie educative e ricreative, alla stampa sportiva, ai messaggi dei social attuare un’operazione culturale di segno positivo che tende a presentare lo sport non solo come vissuto in forma passiva ma come attività che nel rispetto delle regole del “Fair play” diventa fattore essenziale per la costruzione di un’identità individuale e sociale equilibrata e solidale per la costruzione di una civiltà sostenibile.
“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo, scriveva Mandela, ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza, dove prima c’era solo disperazione”.
Confortati e rassicurati dalla campagna vaccinale, estesa anche ai giovani finalizzata all’immunità di gregge, godiamo della “Variante azzurra” come premessa al ripristino di una quotidianità all’insegna della grande sportività. Per ora speriamo che l’estate appena iniziata si conservi giovane, verde ed infinita.