Le sei confraternite di Celano, a distanza di secoli dalla loro fondazione, sono ancora attive ed operanti. Tutte sono titolari di una propria chiesa la cui cura e gestione rappresenta l’impegno prevalente di attività ordinaria. Pur non costituendo realtà parrocchiali autonome, si pongono, di fatto, come delle vere e proprie parrocchie elettive attorno alle quali si concentrano corrispondenti comunità di quartiere.
In occasione della Settimana Santa, periodo dalla Domenica delle Palme al Sabato Santo che precede la Pasqua, si occupano di officiare i riti nel pieno rispetto delle tradizioni.
Il venerdì prima della processione, in alcune chiese, viene rinnovata la “toccatavl'”, uso di un particolare strumento acustico artigianale per richiamare i confratelli e i fedeli.



A Celano i riti della Settimana Santa iniziano La Domenica delle Palme con le Quarantore, solenne esposizione del Santissimo Sacramento per quaranta ore. Caratteristica è l’ora di guardia che i confratelli delle sei confraternite, ancora operanti, organizzano nelle rispettive chiese di appartenenza nei giorni di esposizione, con turni di preghiera di un’ora.


I confratelli siedono ai lati dell’altare vestendo gli abiti della confraternita di appartenenza, una pratica ancora in uso che si ripete da tantissimi anni.
Giovedì Santo
Il pomeriggio di Giovedì Santo nelle chiese del paese si celebra la Cena Domini, seguita dalla lavanda dei piedi e la benedizione dei pani.
In passato la lavanda era riservata a dodici poverelli scelti in mezzo alla popolazione (Gesù lava i piedi ai suoi discepoli e fa del pane e del vino i segni sacramentali del suo sacrificio).


La distribuzione del pane benedetto rievoca la distribuzione dell’Eucarestia durante l’Ultima Cena. L’aspetto più importante della celebrazione del Giovedì Santo, o Cena del Signore, è l’ istituzione dell’ Eucarestia come rito memoriale della nuova ed eterna alleanza.
Il Venerdì Santo
Il Venerdì Santo inizia con l’adorazione della croce per ricordare Il Calvario di Gesù, nel pomeriggio segue la processione del Cristo Morto con la partecipazione delle antiche confraternite che custodiscono la tradizione religiosa e fanno rivivere i personaggi della Passio e Morte di Cristo.
La processione è accompagnata dalle bande della città e dal Coro del Miserere.


Il Coro del Miserere
Il coro è formato da giovani e adulti. Il primo maestro è stato Alessandro Tomassetti fino agli anni Settanta. Alla morte di questi, per far rivivere tale tradizione, dopo qualche anno di assenza, venne riorganizzato e diretto dal parroco don Claudio Ranieri fino agli anni Ottanta.
Quindi l’incarico venne affidato al maestro Giorgio Paris e poi alla professoressa Maria Rosaria Legnini che tuttora lo dirige magistralmente.

La Desolata
La sera del Venerdì Santo, nella chiesa di San Michele Arcangelo, si rinnova il rito della Desolata, una versione cantata della Via Crucis alternata al canto latino Stabat Mater (stava la Madre). La trama narrativa della Desolata racconta l’itinerario che la Madonna, dopo la morte di Gesù, compie dal sepolcro alla casa dell’Apostolo Giovanni. Il dolore più grave di Maria è forse quello provato nel separarsi dal sepolcro del Figlio e nel tempo in cui rimase senza di Lui. Questo dolore viene consolato tenendole compagnia nella sua solitudine e condividendo i suoi dolori.


Nella tradizione religiosa di Celano, la processione del Venerdì Santo rappresenta il momento più importante, più commovente e più sentito della sofferenza di Cristo e della sua morte.
Quasi d’incanto Celano nel pomeriggio si ferma e ognuno si concentra intorno alla bara del Cristo Morto.

La sera del Sabato Santo viene celebrata la Messa di Resurrezione, quindi si procede a sciogliere le campane per annunciare la Resurrezione e alla benedizione dell’ acqua, del fuoco e delle tradizionali uova. La domenica si celebra la Messa di Pasqua.


Grazie alle confraternite Celano ha mantenuto molte tradizioni religiose tramandate nel tempo.


Fonti
Angelo Ianni, Ai piedi del Monte Tino, SiVA Montesilvano (PE) 2010.
Angelo Ianni, Le nostre Montagne raccontano, Master Print Avezzano (AQ) 2014.