Giornata storica per il pianeta terra: oggi infatti la popolazione mondiale ha sfondato il muro delle 8 miliardi di persone. La statistica continua a crescere secondo per secondo, alle 17:00 infatti sono circa 260mila i bambini nati oggi e, con questo ritmo, alle 24:00 i nuovi nati saranno circa 367mila. Un numero che entra in contrasto con i decessi di oggi che alle 17:00 sono circa 130mila mentre alle 24:00, con questo ritmo, saranno circa 183mila. Gli stati mondiali con il più alto numero di abitanti sono la Cina (1,452 miliardi), l’India (1,412 miliardi) e gli Stati Uniti (335 milioni).
Oggi siamo 1 miliardo in più rispetto al 31 ottobre 2011, quando la popolazione mondiale aveva appena raggiunto i 7 miliardi ed il doppio rispetto ai 4 miliardi registrati a fine 1974. Nel 1800 la popolazione mondiale era inferiore a quella di Cina ed India oggi, infatti all’epoca eravamo “solamente” 1 miliardo. Secondo un report dell’ONU pubblicato nel 2019, nel 2050 potrebbe raggiungere i 10 miliardi. Secondo invece l’IHME, giungerà il picco di 9,7 miliardi nel 2064 per poi calare a 8,8 nel 2100. Questo aumento smisurato di persone è dovuto all’inerzia demografica, cioè al fatto che il tasso di natalità a livello globale, negli ultimi decenni, è sempre stato superiore ai due figli per coppia. Un numero maggiore di neonati significa anche più futuri genitori che a loro volta generano più figli. In alcuni paesi, specialmente nell’Europa Centrale e nell’Europa dell’Est, si assiste però ad un decremento della popolazione, dovuto principalmente alla diminuzione del tasso di fertilità, mentre nell’Africa meridionale la diminuzione della popolazione è dovuta all’alto numero di persone decedute a causa dell’AIDS. Entro i prossimi dieci anni si stima che anche paesi come il Giappone e alcuni paesi occidentali dovranno fare i conti con un tasso di decremento della popolazione. Nonostante ciò l’inerzia demografica continuerà ancora per molto a farci aumentare.
Per l’Organizzazione delle Nazioni Unite oggi è stato compiuto un passo che definisce “una importante pietra miliare nello sviluppo umano” e un monito, nel pieno della COP27 , della “nostra responsabilità condivisa di prenderci cura del nostro pianeta“. Per l’Onu, “questa crescita senza precedenti è il risultato di “un graduale aumento della durata della vita grazie ai progressi della sanità pubblica, dell’alimentazione, dell’igiene e della medicina“. Ma la crescita della popolazione pone sfide importanti ai paesi più poveri.
Con la popolazione mondiale salita a 8 miliardi di persone, più di 1 su 10 (828 milioni) soffre la fame aggravata dal mix micidiale dei cambiamenti climatici, della pandemia Covid e della guerra. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti, in riferimento agli ultimi dati Onu sulla crescita record della popolazione mondiale. Circa 2,3 miliardi di persone nel mondo, il 29,3%, vivono in condizioni di insicurezza alimentare moderata o grave e si stima che 45 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni soffrano di deperimento, mentre149 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni abbiano deficit di sviluppo a causa di una mancanza cronica di nutrienti essenziali nella loro dieta.
“Le difficoltà alimentari sono amentate sia nei Paesi di sviluppo che in quelli economicamente più avanzati con la pandemia prima e la crisi energetica ora che hanno dimostrato la centralità del cibo e l’importanza – sottolinea Coldiretti – di garantire l’autonomia alimentare in uno scenario globale segnato da distorsioni commerciali, accaparramenti e speculazioni che mettono a rischio gli approvvigionamenti“.
“IN ITALIA COME SIAMO MESSI?”
In Italia il trend demografico è negativo dal 2015, quando siamo passati da 60,79 milioni che eravamo nel 2014 a 60,73 milioni. Ciò è causa innanzitutto del crollo della fertilità, ma anche di una situazione economica che vede sempre più famiglie impossibilitate a permettersi di fare figli. Il 1º gennaio 2022 eravamo circa 58 mln 983mila, tornando più o meno ai livelli del 2008, ma permettendoci di piazzarci al 3 posto in Europa dopo Germania e Francia ed al 23esimo posto nella classifica globale.