Ti è accanto silenzioso nella notte tacita di stelle
Col suo fiato caldo di nuvola e leggero come fiocco
Stillante umile grazia di paradiso inatteso.
Gli occhi che al sole vegliarono intrepidi le greggi
Ora chiusi nel sonno della fatica sperano ristoro sui
Verdi tratturi dove correre tra i rosolacci
Con la voce in delirio del vento rincorrendo
Lucenti apparizioni di perduti beni sulla tua
Giacchetta dal colore del cielo estivo.
L’ardente slancio è fedeltà di lieve gioco
Accucciato col muso sul petto ad ascoltare
Il battito del tuo cuore loquace più
Del gesto più di ogni parola nella saggezza
Degli affetti inesorabili nell’ospitale
Intenzione di un’astratta gioia.
Alla vostra leale compagnia s’apre il tempo
Dolcezza infinita nel meraviglioso
Sogno che infila perle sui fili d’erba.
Scrivere il suo nome nel respiro e immaginare
Il cielo in volo sull’assitto dalle scompigliate
Pratoline dei tuoi passi a calcare i suoi
È tornare fanciullo di libertà infinita.
E tutto senza la sua presenza è disperazione!
Come la statua di un angelo che sa di essere cieco
S’appoggia a lui con il canto di una lode
All’universo domestico d’ amore.
Di seguito le riflessioni personali della scrittrice Rita Pelusi, docente di lingue e letterature straniere, e membra della giuria dei Premi letterari “Tratturo Magno” e “Il Rovo”.
“Il componimento della poetessa Maria Assunta Oddi , “Ode al cane pastore“, è una bella lirica dedicata ad uno dei protagonisti della transumanza, il cane. L’autrice fa emergere il suo agire e la sua incondizionata fedeltà. Il linguaggio è pregno dell’atmosfera che si fa antica per descrivere un mondo emotivo che mostra di conoscere bene”.