Avezzano – Chi di noi durante l’età adulta non conserva nella memoria gli insegnamenti del proprio maestro?
Del mio Professore di Filosofia durante gli anni della frequenza nel vecchio Istituto Magistrale, oggi Liceo Psico-Pedagogico, rammendo quando ci spronava all’impegno non solo didattico ma sociale nella convinzione che ciascuno di noi ha in sé la capacità di costruire la propria esistenza e di contribuire positivamente a quella degli altri. Nato nel periodo post-bellico in un mondo disorientato e proiettato alla ricostruzione morale e materiale del Paese all’Homo oeconomicus contemporaneo, semplice e puro consumatore, aveva contrapposto la capacità di saper usare con intelligenza e raziocinio la libertà di cui dispone ogni essere umano. Se il tradizionale sistema valoriale era stato messo in discussione dai convulsi avvenimenti storici, il compito della Filosofia, nel suo significato etimologico come amore per la sapienza, aveva il compito di rinvigorire la Spirito contro la Materia in modo che questa sia al servizio del primo e non viceversa.
Il Professore Smarrelli, come era semplicemente nominato dai suoi allievi, nella consapevolezza che l’età dell’adolescenza e della prima giovinezza sono decisive per la maturazione e la crescita umana e culturale della persona, ha sempre unito nelle sue preziose lezioni, all’aspetto puramente intellettuale la dimensione affettiva, emozionale e relazionale. Feconda a livello pedagogico la sua collaborazione con il Professore Angelo Melchiorre, insegnante di lettere nello stesso corso per lunghi anni, con il quale ha sempre instaurato e conservato rapporti di sincera amicizia e di gentile condivisione nel dialogo educativo.
Sono stati fortunati coloro che hanno avuto il privilegio di avere incontrato nella propria storia personale educatori professionalmente competenti nel far crescere il senso di consapevolezza e di responsabilità del proprio agire, conservando, tuttavia, la tenerezza dei sentimenti.
Al Professore Pietro Smarrelli ed a tutti coloro per i quali educare significa, soprattutto, trasmettere valori, dedico questi versi.
A voi, insegnanti.
E siete come contadini
Di gentile e vaga speranza
Chè il fanciullo e la gemma
Sono della stessa giovinezza
Bellezze arcane di tenerezza.
Tanto l’uno che l’altra
Sorridono alla vita lieta
Di meravigliosa fioritura.
Chi farà del bimbo l’uomo
E del seme l’oro della spiga?
Chi della vita futura il bosco nuovo
Di voli arditi?
Di buon ceppo saranno i vostri
Virgulti avvezzi di pensieri
Dei grandi che fecero del sapere
Ingegno cortese del Dolce Paese.
Cercaste con tenera premura
Il battito vitale del verde cuore
Perché da esso nascerà il frutto
Dell’ombra per voi che mietete
Le messe dei sogni.
Come nella vita campestre
Il vostro ristoro sarà
Dolcezza infinita di eterne stagioni:
chinate sui pensieri d’amore.
Basterà come in un prato un sol fiore
Dai vostri antichi alunni un sol sorriso
A far dei giorni che verranno
Gioia perfetta.