Avezzano – Un ordigno è stato rinvenuto nei giorni scorsi ad Avezzano, nel corso di lavori di scavo per un cantiere edile in via Opi, in zona Cupello. Non si tratta dell’unico ritrovamento in città: giá in passato erano state fatte scoperte simili. L’ordigno risalirebbe, con ogni probabilitá, secondo gli esperti, alla seconda guerra mondiale. A sostegno di questa tesi c’è anche il racconto di una cittadina avezzanese che ha contattato la nostra Redazione narrandoci una storia appresa da bambina.
“Mi chiamo Pina e sono la nipote di Gaetano Di Renzo” ci racconta la signora. “Sono felicissima di poter narrare la storia che mio nonno mi raccontava da bambina. Gaetano abitava in via Garibaldi, angolo via Magliano. Tra la sua casa e il marciapiede c’era un giardinetto recintato con una rete, all’interno del quale non si poteva giocare perché custodiva un guaio. Mio nonno mi raccontava che in tempo di guerra era passato un aereo, in direzione Monte Velino, che aveva sganciato 8 o forse 10 bombe, ma nessuna di questa era esplosa.
Una era rimasta agganciata al balcone del nostro vicino, un’altra era caduta proprio nel giardinetto, mentre altre erano cadute su via XX Settembre fin sopra i campi di mandorli, nella zona dove oggi si trova l’Inps. In quegli anni mio nonno si disperò, facendo avanti e indietro da Avezzano a Roma, per trovare gli artificieri e far togliere gli ordigni. Quelli “a vista” furono tolti subito, mentre di quello conficcato nel terreno solo lui era a conoscenza.
Tra il 1953 e il 1954 arrivarono gli artificieri e recuperarono questo ordigno che si trovava 2 metri sotto terra, attaccato alle fondamenta della casa. Ricordo come un sogno questo grande buco, c’erano un paio di persone che si stavano occupando del recupero e noi, grandi e piccini, tutti intorno a curiosare. L’ordigno fu preso, messo su un carro e portato a brillare sotto la montagna. Eravamo spericolati, nessuno ci disse che era pericoloso e che saremmo dovuti restare a distanza.
Ora, invece, giustamente, evacuano quartieri e chiudono le strade. Tempo fa è stato ritrovato un ordigno verso Fucino, un altro era stato rinvenuto sopra la stazione, ora quello in via Opi. Io ho ripensato al racconto che tante volte aveva ascoltato da bambina. Questi ordigni si trovano tutti sulla stessa linea tracciata dall’aereo che aveva sganciato le bombe difettose di cui parlava mio nonno”.