Orso marsicano inseguito da un’auto. WWF Abruzzo: “valuteremo se attivarci in sede legale per maltrattamenti”

Abruzzo – Un orso è stato inseguito da un automobilista per strada a Scanno: un comportamento gravemente incivile, stupidamente crudele e molto pericoloso per l’incolumità dell’animale e delle persone. L’episodio sarebbe potuto finire tragicamente ed è incredibile che ci si possa comportare in maniera tanto superficiale.

Oltre che un comportamento del tutto irrispettoso delle regole per una civile convivenza con gli animali selvatici, è da considerarsi anche un grave fatto potenzialmente pericoloso per chi si poteva trovare sulla traiettoria dell’automobile o del plantigrado. Va poi ricordato che l’orso è sempre una animale selvatico di grossa stazza, un animale pacifico e schivo in situazioni normali, ma che in situazioni di stress e paura potrebbe avere reazioni incontrollate.

La fauna selvatica – e l’Orso bruno marsicano è una specie particolarmente protetta – non può essere considerata alla stregua di un divertimento da luna park. L’autore del gesto dovrebbe pentirsi e chiedere scusa per evitare altre bravate del genere nei confronti di una specie oggetto di grandi sforzi di conservazione e che è ridotta oggi ad appena 50 individui sull’Appennino. Il WWF Italia, oltre a condannare fermamente l’episodio, puntualizza che, avendo il comportamento dell’automobilista sicuramente causato sofferenza e stress all’animale, si potrebbe configurare il reato di “maltrattamento di animali” come definito e sanzionato dall’art. 544ter del codice penale.

Sono ormai numerose le sentenze, anche della Corte di Cassazione, che hanno specificato che per integrare il reato di “maltrattamento” non sono necessarie lesioni fisiche, ma è sufficiente la sofferenza degli animali, che può essere sia fisica sia psicologica. Poiché lo scopo della norma è tutelare gli animali in quanto esseri viventi in grado di percepire dolore, la Corte ha più volte ribadito che si configura il reato di maltrattamento di animali anche attraverso condotte capaci di incidere sulla stabilità e serenità psico-fisica dell’animale. Per questo gli avvocati del WWF Italia stanno valutando di attivarsi con le opportune azioni in sede legale.

 

Fonte: WWF Abruzzo

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