Avezzano – “Ormai sono 24 anni che convivo con malattie oncologiche e conosco tutti gli ospedali abruzzesi e non solo. Ho fatto tante esperienze e quando ho potuto, ho sempre portato all’attenzione le problematiche di diversi ospedali abruzzesi e oltre confini. Tornando a casa nostra tra una decina di giorni inizieremo anche con la radioterapia alle ossa, oltre che con la pillola oncologica giornaliera. Forse si inizierà anche con la crioablazione, che ho già fatto Sarebbe il congelamento della parte malata. C’è un ottimo rapporto tra gli ospedali dell’Aquila e di Avezzano e ci sono tecniche all’avanguardia”. Lo scrive, alla nostra Redazione, Giammarco De Vincentis, 68enne di San Benedetto dei Marsi, malato di cancro.
“A parte i vari interventi chirurgici, ho assunto tanti medicinali e integratori, ma non ho fatto mai di testa mia. Sono seguito dalla dottoressa Fabrizia Biocca, dell’ospedale di Avezzano, con medicinali per la terapia del dolore. Io credo che questa figura medica sia poco conosciuta o poco apprezzata. Molti si concentrano solo sul risultato delle terapie oncologiche e soffrono più del dovuto. Oppure i loro medici curanti danno il solito antidolorifico nonostante ci siano variazioni della malattia in corso. Si fa confusione nel prescrivere antidolorifici, anziché antinfiammatori, che non sono la stessa cosa.
Ci sono diverse terapie, la medicina fa progressi giorno dopo giorno. La prima cosa che bisogna fare quando assumiamo terapie oncologiche è gestire i loro effetti collaterali e trovare il medicinale più adatto per controllarli.
La sofferenza e i dolori sono determinanti. La persona malata non riuscirà mai a trovare un equilibrio e la serenità per affrontare la malattia, guardano solo ai risultati dei vari controlli, ai valori delle analisi del sangue. Meglio avere dolori sopportabili che ci fanno fare una vita quasi normale, serena, invece di consumarsi come una candela accovacciati in un angolino di una stanza chiusa, aspettando un miracolo. La grazia l’abbiamo già avuta accettando la malattia. È inutile nasconderci però dietro ad un dito, bisogna avere la consapevolezza che stiamo vivendo una malattia, che potrebbe non darci da vivere ancora tanto tempo.
Allora usiamo il tempo che ci resta, che sia poco o tanto, per vivere il meglio possibile, trovando anche una via di mezzo. Avremo più energia e la speranza viva, oltre al buon Dio che non ci lascerà mai soli. A volte ci lamentiamo dei nostri ospedali, perché tante volte non hanno i mezzi per curarci. Altre volte abbiamo un servizio di assistenza gratuito ed efficace e non lo usiamo. Grazie a chi ci può dare una mano. Grazie alla dottoressa Biocca specializzata nella terapia del dolore e alla dottoressa Giovanna Amiconi che mi segue, responsabile del reparto di Oncologia dell’ospedale di Avezzano. La Sanità nella Marsica è anche questa ed è bene che quando meritano abbiamo la nostra riconoscenza”.