Abruzzo – Il Ministero dell’Ambiente, attraverso un proprio parere, si pronuncia in merito alla modifica della Legge Regionale che ha predisposto la riduzione dell’area occupata dalla Riserva del Borsacchio da 1.100 ettari a soli 24,7 ettari. Secondo il MiC il taglio delle Riserva viola alcuni principi costituzionali.
Il problema, come viene sottolineato da tempo dai responsabili della Riserva, dagli ambientalisti e da diversi enti territoriali, è il non aver coinvolto soggetti qualificati ed enti locali. “A dire il vero” spiegano dal Borsacchio “nemmeno gli uffici regionali sapevano nulla come confermato due settimane fa dall’ufficio ambiente della Regione Abruzzo“.
“Ovviamente” scrivono in una nota “si demanda al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ma, essendo zona a vincolo paesaggistico, il ministero della cultura ha dato una sonora tirata d’orecchio. Il Ministero della Cultura ha dichiarato che la legge della Regione Abruzzo che ha tagliato la Riserva del Borsacchio viola la Costituzione per tre motivi.
Primo, la mancanza di una riserva rende impossibile l’applicazione dell’art. 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Secondo, la legge è stata approvata senza coinvolgere gli enti territoriali interessati. Terzo, la legge permette interventi edilizi straordinari senza rispettare regolamenti comunali o piani urbanistici, compromettendo la tutela del territorio“, concludono i rappresentanti della Riserva del Borsacchio.