Parole di gratitudine per l’équipe medica e un appello accorato a valorizzare l’eccellenza sanitaria dell’Aquila
“L’Aquila – Sala dei Gladiatori Marsi et Aequi
Non tutti forse sanno che, nella Regione Verde d’Europa – l’Abruzzo – esistono due vere ed importanti eccellenze: il Parco Nazionale d’Abruzzo, istituito circa cent’anni fa (nel 1922) e l’altra rappresentata dall’ottimo ospedale Civile San Salvatore.
A Pescasseroli si salva l’Ambiente ed il mondo Animale e nel capoluogo abruzzese – l’Aquila, dove è felicemente ubicato il Nostro Ospedale – si salvano le Persone, le vite umane, e secondo me non è cosa da niente in questa sempre più incattivita società, sempre più votata all’annichilimento del proprio simile.
“Homo homini lupus”, sentenziava, nel secolo XVII, il filosofo Thomas Hobbes: l’uomo è e si comporta da lupo verso il proprio simile, Orrore! Possibile che nessuno, a distanza di ben due terrificanti e tragiche Guerre Mondiali, non sia ancora pago di guerreggiare e ammazzare?
Dio non è morto, è risorto!
Perché ancora si uccide, perché deve ancora prevalere il male?!
Dio esiste, è in mezzo a Noi, specialmente nella persona sofferente e qui, nella città di L’Aquila, si nota l’amore verso il malato bisognoso di cure in speciale modo nell’unità operativa complessa di Neurochirurgia magistralmente e sagacemente diretta dal prof. Alessandro Ricci che quotidianamente esegue difficoltose operazioni chirurgiche per estirpare il malefico morbo del “Tumore” (horribile dictu).
Io che scrivo sono stato operato il 25.03.2025 e, stando al racconto dei miei familiari, è durata ben interminabili dieci ore!
L’Ospedale San Salvatore dell’Aquila rappresenta, nel panorama della sanità non solo regionale bensì nazionale, una vera eccellenza: bisognerebbe potenziarlo!
“Che fare?”, avrebbe detto oggi il nostro conterraneo scrittore Ignazio Silone di Pescina.
Perché l’intera classe dirigente abruzzese non se ne fa carico? Magari promulgando un’apposita legge con la quale opportunamente fare interagire tutti i comuni abruzzesi devolvendo a favore del Nostro (è di tutti) Ospedale una quota parte del prossimo bilancio comunale: dovremmo stringerci a coorte a favore dell’ospedale aquilano e fare una grande testuggine contro i sempre vegeti detrattori (i quali esistono per annichilire l’Operato dei Giusti e di coloro che si impegnano verso il Bene sia fisico che psichico).
La realtà aquilana dell’Ospedale in parola è, e rappresenta, una eccellenza sia in ambito regionale che extra regionale.
Perché nessuno ne parla? Io che ho vissuto da vicino la cosa sto portando la mia testimonianza.
Quì, nella città di L’Aquila (la seconda città per importanza dell’ex reame di Napoli), si salvano le Persone.
“Eh già prima o poi bisogna pur morire!”, diranno ancora con enfasi i sempre vegeti detrattori!
“Non si vive di solo pane!”, l’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, per sopravvivere ha bisogno, quasi toccando con mano, di esempi concreti.
“Cogito ergo sum!”, penso, dunque sono, esisto!
I cogitanti sono dei viventi e non dei morti che camminano!
Si dia, dunque, senza ulteriori giri di parole, a Cesare quel che è di Cesare, si dia agli aquilani ed agli abruzzesi la Speranza di Vita Nuova. La Salute nostra, di tutti, non è forse la cosa più importante di qualsiasi “cosa”?
Qui, all’Aquila, nel capoluogo abruzzese, Ti aspettano sapienti chirurghi e graziose e sempre sorridenti operatrici sanitarie per le opportune cure per definitivamente debellare il Maleficio dall’orribile suono: Tumore!
A noi, umilmente, spetta riportare queste edificanti note!
Possibile che le sole cattive notizie facciano notizia? E le buone no? Perché?
Ai posteri l’ardua sentenza”
Fiorenzo Amiconi