Marsica – Una mascherina anti Covid con delle svastiche tracciate a penna. E’ con questo oggetto, prodotto, in realtà, per proteggere da un virus che può essere letale, che alcuni giovanissimi hanno voluto “colpire” un loro compagno di classe che, semplicemente, ha il colore della pelle un po’ più scuro del loro.
Hanno infilato di nascosto la mascherina con le svastiche nel suo zainetto e, una volta tornato a casa, l’amara sorpresa per lui, per sua madre, per la sua famiglia. Accade dalle nostre parti, non solo altrove. Un ragazzino come tanti, che va a scuola come tutti ma che, purtroppo, da tempo viene fatto oggetto di inquietanti episodi di bullismo e di razzismo.
La mascherina è solo uno degli ultimi atti di sopraffazione e di scherno subiti e non è possibile far passare, giustificandolo, un gesto del genere come una semplice “bravata” o una “ragazzata”. Immensa la preoccupazione e pesante la frustrazione di una madre che deve cercare di affrontare ogni giorno quel che viene fatto a suo figlio. Il suo urlo è fatto di dolore e di speranza allo stesso tempo: “tutti i nostri figli hanno lo stesso diritto di avere un futuro“.
Il futuro, però, deve passare attraverso una serissima presa di coscienza da parte di tutti i genitori, anche di quelli che stanno educando ragazzini capaci di tracciare una svastica su una mascherina per bullizzare un loro compagno di classe. Troppo giovani per essere perseguiti in termini di legge, troppo giovani anche per provare un odio tanto stupido.