Il 1° febbraio del 1922 nasceva, a San Benedetto dei Marsi, Romolo Liberale poeta, sindacalista e guida nella lotta per i diritti contadini. Ricordarlo con questa poesia significa dare voce ai suoi sentimenti più intimi e familiari. Attraverso parole-pennello l’autore crea, in un’atmosfera delicata e luminosa, emozioni e sensazioni per unire il “sentire” al “vedere”. Nell’ambivalenza dinamicità-rinascita la fanciulla, descritta nel pioppeto, si fa ritratto della gioia che nemmeno la povera condizione sociale può oscurare. Versi che ci trascinano nella dimensione del sogno dell’eterna giovinezza, realizzano la fusione tra gli elementi naturali e l’energia della figura umana che li muove e li trasforma.
Nella lirica “La Ranocchiara” Liberale evoca, con leggiadria semantica, l’immagine di una giovane donna che nella semplicità dei suoi gesti, in una figurazione altamente sensuale, esalta la femminilità in tutta la sua bellezza.
La Ranocchiara.
Ricordo solo che cantava
Con una rosa rossa tra i capelli
E che la sua canzone,
Rubata dal vento,
Si perdeva tra i rami del pioppeto.
Ricordo il colore della sua pelle
Macchiata dai succhi del trifoglio
Quando veniva l’ora dell’amore
E la sua bocca inquieta
Diventava di fuoco.
Ma non ricordo il nome!
I giovani del villaggio
La chiamavano ranocchiara
Quando scendeva nelle cinte del Fucino
E la sua gonnella scarlatta
Si alzava leggera sull’acqua.
Romolo Liberale