Sisma dell’Aquila: la Corte d’Appello ribalta la sentenza, nessun concorso di colpa per le vittime

Sisma dell'Aquila: la Corte d'Appello ribalta la sentenza, nessun concorso di colpa per le vittime

L’Aquila – La Corte d’Appello dell’Aquila ha completamente ribaltato la controversa sentenza di primo grado riguardante il crollo dell’edificio in via Campo di Fossa, dove persero la vita 27 persone nel sisma del 6 Aprile 2009.

Il tribunale ha rimosso la riduzione del 30% sui risarcimenti riconosciuti alle famiglie delle vittime, precedentemente motivata da un presunto concorso di colpa per non essere uscite di casa dopo le scosse precedenti.

In primo grado, infatti, il giudice aveva ritenuto “incauta” la scelta di trattenersi nell’edificio nonostante i segnali sismici della sera precedente e della notte, ipotizzando che le vittime avrebbero potuto mettersi in salvo.

Questa decisione aveva generato forte indignazione tra i familiari delle vittime e nell’opinione pubblica, poiché si era ritenuto inaccettabile addossare anche solo in parte la responsabilità a chi aveva perso la vita in quel tragico evento.

La nuova sentenza d’appello, arrivata a pochi giorni dal sedicesimo anniversario del sisma, ha ritenuto quella motivazione “di effetto dirompente”, non solo per la gravità delle conclusioni, ma anche per la mancanza di una motivazione adeguata e di una vera analisi della situazione concreta.

Secondo i giudici d’appello, la condotta delle vittime è stata considerata in modo apodittico come incauta, senza tener conto della fiducia legittima che potevano riporre nella stabilità dell’edificio, costruito in cemento armato e rimasto perfettamente in piedi durante mesi di sciame sismico.

Inoltre, viene definita inaccettabile l’idea che le vittime avrebbero dovuto prevedere l’arrivo di una scossa fatale, quasi come se ci fosse una base scientifica per farlo.

È stato anche sottolineato come il crollo dell’edificio avvenne in modo immediato e imprevedibile alle 3:32 del mattino, impedendo ogni possibilità di fuga. Per questi motivi, la Corte ha annullato la riduzione del risarcimento stabilita in primo grado.

Alla base della causa civile c’erano più parti contrapposte: da una parte i familiari delle vittime, dall’altra enti pubblici, eredi del costruttore, il condominio, l’assicurazione e i ministeri competenti.

La sentenza di secondo grado, pur confermando le principali responsabilità già individuate, ha corretto in parte le decisioni precedenti, mantenendo le condanne per i ministeri coinvolti e gli eredi del costruttore.

Leggi anche

Necrologi Marsica

Cisberto Santilli

Redazione contenuti

Lina Parisse

Redazione contenuti

Cisberto Santilli

Redazione contenuti

Lina Parisse

Redazione contenuti

Giuseppe Mazzarella

Casa Funeraria Rossi

Domenico Gargale PEZZETTO

Casa Funeraria Longo - servizi funebri