Sversamenti sul Liri, il sindaco Giulio Lancia convoca un tavolo tecnico per salvare il fiume

Valle Roveto – Non perde tempo il sindaco di San Vincenzo Valle Roveto, Giulio Lancia, che nei giorni scorsi aveva annunciato al nostro giornale un tavolo tecnico aperto a tutti i portatori di interessi che hanno a cuore la salute del fiume Liri. L’esigenza di aprire un tavolo di confronto era scaturita da una nota recapitata al Sindaco, dal comando della Regione Carabinieri Forestale – Abruzzo e Molise nel marzo scorso. La diffusione della pandemia da Coronavirus aveva però bloccato il prosieguo dell’iniziativa.

L’8 giugno però, con l’allentamento delle restrizioni, ma con un occhio sempre attento alle disposizioni che regolano gli assembramenti, Lancia ha fatto partire una lettera, recapitata a tutti i sindaci della Valle Roveto, chiamandoli a raccolta nell’ambito di un incontro che vedrà seduti attorno al tavolo, fra gli altri, anche la Procura della Repubblica di Avezzano, la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila, l’Autorità di Bacino e la Burgo.

Convocati anche i soggetti che si occupano del controllo e della depurazione delle acque, ognuno per le rispettive competenze. Si tratta di A.R.A.PA.R.T.A, il CAM, la ASL 1, il Consorzio di Bonifica Ovest e tutte le associazioni che nelle scorse settimane avevano sollecitato un confronto sull’argomento.

L’incontro si terrà il prossimo 20 giugno alle 10,30 presso la sala consiliare del comune di San Vincenzo Valle Roveto. Nella lettera del Sindaco Lancia è scritto che l’incontro è volto alla trattazione degli argomenti connessi alle risultanze emerse dall’attività d’indagine esperita dal reparto dei Carabinieri Forestali. Nell’evidenza del Comando dei Carabinieri Forestali, recapitata per conoscenza, anche al Procuratore della Repubblica Padalino e alla Burgo, sarebbe evidenziato l’aggravarsi dello stato di salute del Fiume Liri.

«L’incontro ha l’obiettivo di intravedere strategie comuni che, nella massima tutela delle Aziende che nello scarico verso il Fiume trovano ragione delle loro attività lecite, possano porre rimedio o attenuazione ai fenomeni di inquinamento oggi non più tollerabili.» Questa la chiosa a margine della lettera inviata ai Sindaci.ù

 

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