Avezzano. Probabilmente Ignazio Silone avrebbe apprezzato il modo in cui una delle sue maggiori opere “L’avventura di un povero cristiano” è stata, da suoi conterranei, musicata, cantata ed interpretata sul palcoscenico del Teatro dei Marsi, con l’omonimo spettacolo che ha fatto registrare l’ottavo sold out alla stagione musicale 2017/2018 targata Hamonia Novissima, associazione che ha curato anche la produzione dell’evento. Questa volta il merito è stato tutto abruzzese, per meglio dire, marsicano. È stato messo in scena uno spettacolo emozionante, innovativo ed originale, all’interno del quale la musica, la recitazione e il canto si sono abbracciate per fornire una precisa interpretazione del testo dell’autore pescinese. “L’avventura di un povero cristiano” ha visto come interprete l’attore avezzanese Lino Guanciale e il soprano Giulia De Blasis che si sono abilmente alternati nel racconto di una storia così cara ai nostri cuori e alla nostra terra. Il riadattamento teatrale e musicale dell’ultima opera di Silone è stato curato dalla musicista, anch’essa marsicana, Paola Crisigiovanni che ha smontato e rimontato il testo dell’autore abruzzese, senza apportare alcuna modifica, ma integrandolo di una musica che è stata capace di far emergere i dubbi e le incertezze che ogni uomo sente su di sé circa il proprio ruolo all’interno della società e del mondo, grazie anche alla professionalità di Alessandro Perpich, al primo violino, Andrea Paoletti, al secondo violino, a Silvia Andracchio, alla viola, Enrico Peluso, al violoncello, ed Emiliano Bucci alla tastiera, E in effetti, con questo testo, Silone si propose di fornire un’ interpretazione attualizzata delle vicende storiche della vita di Celestino V, il Papa del Gran Rifiuto. Dopo pochi mesi di pontificato, Fra Pietro da Morrone decise di abdicare per tornare a condurre una vita umile e semplice secondo gli insegnamenti più puri della religione cattolica, abbandonando un ruolo che gli fu stretto fin dall’inizio e del quale criticò lo stile politico e affarista, tutto fuorchè spirituale, predicando “l’amore” come unico e vero comandamento della religione cattolica. L’opera, vincitrice del premio Campiello nel 1968, è stata accolta dal pubblico marsicano con affetto e molto entusiasmo. Non sono mancati momenti di commozione offerti dagli artisti che magistralmente hanno omaggiato un’opera così importante e tutt’ora di estrema attualità.
Prima dello spettacolo, l’artista marsicano, Lino Guanciale si è concesso ai nostri microfoni per una breve intervista.