Raffica di cancellazioni di treni in tutta Italia e trasporto su rotaia a rischio paralisi. Tuonano le varie associazioni e sindacati per i disagi che si stanno abbattendo sugli utenti. La prima denuncia proviene da Assoutenti, che segnala come da nord al sud del paese si stiano registrando in queste ore soppressioni di corse da parte delle società ferroviarie a causa del personale in quarantena. “Si stanno moltiplicando in queste ore i disagi per gli utenti del trasporto ferroviario, con le varie società come Trenord, Trenitalia ed Ente Autonomo Volturno che hanno comunicato tagli alle corse a causa della carenza di personale bloccato dal Covid – spiega il presidente Furio Truzzi – Una situazione che potrebbe determinare nei prossimi giorni la paralisi della circolazione ferroviaria con effetti devastanti per il paese. Il diffondersi del Covid tra personale viaggiante, macchinisti e autisti e le quarantene dei loro colleghi sta facendo saltare i servizi pubblici di trasporto pubblico che vanno sotto i livelli minimi di servizio da assicurare ai cittadini – prosegue Truzzi – Assoutenti rinnova l’appello al Commissario straordinario Figliuolo, al ministro Speranza e al premier Draghi affinché intervengano con urgenza adottando una serie di misure volte a garantire i trasporti pubblici locali”.
Nello specifico Assoutenti ha presentato 4 richieste:
- Intervento del Genio militare per sostituire i macchinisti e gli autisti che si sono ammalati o sono in quarantena
- Intervento dell’Esercito per coadiuvare le forze dell’ordine nel controllo del green pass e dell’uso delle mascherine sui mezzi pubblici
- Divieto di sciopero nel settore dei trasporti pubblici fino al 31 gennaio 2022
- Riduzione della quarantena a 4 giorni e niente quarantena per i vaccinati
Infine invitano i pendolari e i viaggiatori a segnalare il mancato uso delle ffp2 sia dei passeggeri che del personale viaggiante al numero whatsapp 3517353200 o alla mail [email protected]
Sulla stessa scia Or.S.A. Ferrovie e UGL Ferrovieri, che affermano: “È vergognoso come Trenitalia stia cercando nel personale il capro espiatorio di un disastro annunciato da tempo. In queste ore abbiamo appreso da alcune notizie di stampa che Trenitalia ha disposto e sta predisponendo la soppressione di alcuni convogli in date particolarmente delicate per la mobilità del Paese. Esprimiamo profondo rammarico per quanto sta accadendo, consapevoli dei disagi arrecati all’utenza e coscienti delle ricadute economiche per la Società che derivano dai provvedimenti assunti. Tuttavia, invitiamo utenza ed Istituzioni – proseguono ORSA FERROVIE E UGL FERROVIERI – a diffidare da eventuali racconti faziosi sulle ragioni dei disservizi, attribuiti a picchi di assenteismo da Covid19 che a noi risultano in linea con la media nazionale, tenuto conto della particolare esposizione al contagio certificata da INAIL per il personale dei trasporti, che, lo ricordiamo, è secondo solo al personale sanitario per rischio contagio. Infatti – proseguono ORSA FERROVIE e UGL FERROVIERI – il Sindacato aveva denunciato da tempo le criticità che insistono sul personale degli equipaggi di Trenitalia anche in ragione degli impatti determinati dal covid e dall’ applicazione della normativa del green pass nei luoghi di lavoro, evidenziando i sensibili squilibri di organico tra i macchinisti ed i capitreno delle diverse divisioni di Business. Squilibri causati, a nostro avviso, da scelte societarie discutibili o forse dalla speranza che i ferrovieri fossero immuni al virus. Già da ottobre abbiamo richiesto– continuano ORSA FERROVIE e UGL FERROVIERI– una campagna di controlli preventivi della diffusione del virus tramite l’effettuazione di tamponi gratuiti ai dipendenti, per garantire più sicurezza e avere una visione preventiva del personale non a disposizione, ma la nostra richiesta non ha avuto risposta. Ci auguravamo – proseguono ORSA FERROVIE e UGL FERROVIERI – che l’Impresa si astenesse, anche attraverso un utilizzo dei media, dal ricercare capri espiatori nei lavoratori che, dall’inizio di questa pandemia, hanno dimostrato un encomiabile senso di attaccamento al lavoro; garantendo, anche in assenza di adeguati dispositivi di protezione individuale, la mobilità delle persone e assumendo, in taluni casi, i rischi e le prerogative delle forze di pubblica sicurezza nella gestione dell’applicazione delle norme anti contagio. Ovviamente chiederemo a Trenitalia di fornirci tutti gli elementi su cui ha fondato le sue esternazioni pubbliche, che gettano discredito su una categoria che, anche durante il lockdown, ha continuato ad unire il Paese. Di Tweet in quelle circostanze non ne abbiamo visti.” concludono i sindacati.