Un bassorilievo racconta…

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Se vi capita di trascorrere una giornata a Tagliacozzo non mancate di fare una passeggiata in Piazza dell’Obelisco. Sulla destra della piazza c’è un’antichissima chiesa risalente al XVI secolo dedicata a San Giovanni Battista Decollato. Oggi la piccola chiesa è chiamata “La Misericordia” perché nel lontano passato era sede della Confraternita della Buona Morte la cui regola era quella di assistere gli ammalati, di visitare i vecchi, di consolare i moribondi e soprattutto di onorare i defunti partecipando ai loro funerali. I seguaci di questa Confraternita, come molte altre che si prodigavano in favore dei poveri, usavano indossare un saio nero incappucciato con due soli fori all’altezza degli occhi. Ebbene la regola della Confraternita imponeva l’assoluto anonimato a chi si prodigava nella pietà e nella misericordia cristiana nei confronti dei più sfortunati. Ecco allora spiegato il motivo del perché i “confratelli” in molte ricorrenze religiose indossano quel “cappuccio”. 

Ma torniamo alla piccola chiesa e al perché di quel nome: “San Giovanni Battista Decollato” o più semplicemente “decapitato”. Per avere una risposta bisogna alzare lo sguardo al di sopra del portale della Misericordia dove appare evidente un bassorilievo in marmo che mostra una testa mozzata adagiata su un piatto. Per capirne il significato bisogna risalire agli anni cinquanta dopo Cristo, quando nella Galilea regnava Erode colui che si macchiò della strage degli innocenti.  Si racconta che durante un banchetto Erode fu colpito dal ballo e soprattutto dalla bellezza della giovane Salomè. L’evento mondano fu raccontato nel Vangelo secondo Marco:” Entrata Salomè la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: “Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò”. E le giurò più volte: “Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno”. Ella uscì e disse alla madre: “Che cosa devo chiedere?”. Quella rispose: “La testa di Giovanni il Battista”. E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: “Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista…”

 Cosa che il tetrarca della Galilea fece eseguire immediatamente. 

Secondo la Legenda Aurea, Salomè, la danzatrice seducente, ebbe un amaro destino. Mentre camminava insieme alla madre su un lago ghiacciato, una lastra cedette sotto il suo peso e la madre Erodìade nel tentativo di salvarla la tenne per il capo ma questo si staccò rimanendo nelle sue mani mentre il corpo rimase nell’acqua, come se il destino si fosse vendicato per la decapitazione di Giovanni Battista.Un’ultima annotazione. Dietro l’altare principale della piccola chiesa c’è una grande pala ad affresco nella quale si può scorgere il corpo di Giovanni Battista disteso a terra senza testa, sulla destra la figura del malvagio Erode che tiene con una mano il capo mozzato del Santo. Al centro della raffigurazione la bella e seducente Salomè e alle sue spalle la perfida madre Eurìade   che suggerì alla figlia il martirio di Giovanni. 

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