La scrittrice Maria Assunta Oddi in questa poesia, con uno sguardo largo sul mondo, abbraccia la dimensione globale dell’essere bambino affinché sia viva la percezione delle ingiustizie e delle violenze che in troppe situazioni colpiscono, soprattutto nel nostro tempo di guerra, la condizione dell’infanzia.
In Africa.
Accanto a un baobab di duemila anni
Un bimbo muore e nome non ha.
Natura matrigna è nell’uomo che abbandona
I suoi cuccioli nella notte dell’indifferenza.
Quanta meraviglia se tutti i bimbi del villaggio
Finalmente sazi di pane e amore abbracciassero
Con la corteccia antica il mondo intero uniti in girotondo
In un canto di libertà senza più miseria né schiavitù.
Le loro dita matite intinte nell’azzurro dell’aria
Dipingerebbero un arcobaleno dai mille colori
A fare di zolle aride di sterpi giardini fioriti.
Anche Dio scenderebbe dal cielo tra l’erba verde
Del fossato ad ammirare il miracolo che spezza
Le catene al tempo dell’odio specchiando il volto
Nella bellezza di un bimbo felice nella pace dei fratelli.
Accanto a un baobab di duemila anni
Un bimbo muore e nome non ha.