Una poesia per omaggiare tutte le madri nel giorno della loro festa

Una poesia per omaggiare tutte le madri nel giorno della loro festa

Il cuore delle madri non ha rughe nell’accordo tenero e misterioso di due esseri uniti da un’emozione profonda intramontabile nemmeno con la fine dell’esistenza. Le mamme non hanno bisogno di istruzione, successo o ricchezza per dare un contributo significativo alla costruzione della comunità educante.

Basta il loro istinto naturale alla “cura” intrisa di linguaggi affettivi ed emotivi a renderle donne straordinarie. Infatti non c’è stupore più grande della maternità intesa come gentile tenerezza che non sia stata narrata da poeti e scrittori di tutti i paesi e di tutte le culture. Ogni donna madre nella sua storia vive il sentimento che fa muovere il mondo.

Nella lettera enciclica “Laudato sì” Papa Francesco invita a considerare l’amore pieno di piccoli gesti di cura essenziali non solo alla vita familiare ma anche a quella civile e sociale per la costruzione di un mondo migliore. Meraviglioso il nostro viaggio se porteremo accesa in noi la gratitudine verso le madri: “Grazie a te, donna-madre…grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce” (Giovanni Paolo II-Lettera alle donne-29-giugno 1995).

La nascita è un cantico di bellezza eterna che unisce l’ordinario all’universale facendo di ogni madre creatura protagonista che genera vita.

A tutte le donne, ed in particolar modo alle donne contadine del mio paese, dedico questa poesia.

La nascita.

Nata da un faticoso travaglio
La mia creatura tinge di sangue
Il primo vagito.

Ma perché abbraccia
La luce del mondo col pianto
Se è frutto della mia carne,
dell’estasi dolce della passione,
del silenzio e di notti insonni?

Nonostante antiche maledizioni bibliche,
il suo respiro,
che accarezzando l’anima
mi immerge nell’universo stellato
dell’amore,
sarà il segno dell’alba
che nasce nel bene.

Nell’arco dell’ultima luna
E del primo sole,
per gli increduli,
il mio corpo compirà
ancora
il miracolo della vita;
spargerà fiumi d’abbondanza
per placare la fame
di latte e oblio.

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